Il Tirreno

Pontedera

Il caso

Botte fuori da un locale, accusato il presunto killer di Montecalvoli

di Lorenzo Carducci
(foto archivio)
(foto archivio)

Il 20enne in tribunale per il processo su un’aggressione di maggio 2024

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PONTEDERA. «Faccia vedere il tatuaggio, lo riconosce?». Renato Xyke scopre il collo scostando la maglietta, dalla quale sbucano due ali. «Sì, è lui» risponde in aula uno dei giovani che la notte del 26 maggio 2024 furono aggrediti all’uscita di un locale di Pontedera. Il 20enne albanese è in carcere dallo scorso 14 febbraio con l’accusa di omicidio volontario, per aver ucciso a colpi di pistola il 25enne connazionale Kevin Muharremi, freddato all’alba di San Valentino in viale della Repubblica a Montecalvoli in una sorta di resa dei conti tra due gruppi reduci da una lite la sera stessa a Capanne di Montopoli. Ma le indagini non sono ancora finite.

Ieri il 20enne – detenuto nel carcere di Arezzo e difeso dall’avvocato Giuseppe Carvelli – è comparso in tribunale per un altro processo, quello che lo vede imputato del reato di lesioni aggravate per una violenta aggressione che avrebbe commesso assieme ad amici nei confronti di due coetanei in strada, fuori da un locale notturno frequentato da centinaia di giovani. Pur non volendo confondere due situazioni diverse per momenti, luoghi e persone coinvolte, le circostanze presentano elementi in comune con l’episodio che ha preceduto l’omicidio di Montecalvoli. A partire da una manovra azzardata con l’auto come origine del dissidio, poi degenerato.

Secondo quanto raccontato dalle vittime in sede di denuncia, e per larghi tratti confermato da loro stessi ieri di fronte al giudice monocratico Paola Giovannelli, terminata la serata a Pontedera il gruppo di amici era uscito dal locale vicino al centro per tornare alla macchina, quando all’angolo di una strada è sbucata un’auto che ha sterzato davanti a loro fino quasi a sfiorarli. «Che cosa fai, ci investite?» Avrebbe detto spaventato uno dei pedoni. Al che dal veicolo sarebbero usciti tre o quattro giovani e, in particolare il conducente e il passeggero anteriore – uno dei due sarebbe appunto Xyke, il quale si è però dichiarato estraneo ai fatti –, avrebbero preso d’assalto il ragazzo che aveva protestato per la manovra e un suo amico, colpendoli con pugni anche al volto.

La colluttazione sarebbe durata all’incirca un minuto, o poco più, prima che gli aggressori si dileguassero lasciando le due vittime ferite dopo aver provato a difendersi. Una ferita allo zigomo e 12 giorni di prognosi per uno, dolori alla schiena e in altre parti del corpo per l’altro, entrambi recatisi al pronto soccorso per accertamenti. Poi la denuncia e l’avvio delle indagini, fino all’apertura del processo che riprenderà a novembre nei confronti del 20enne albanese, che sarebbe stato l’unico riconosciuto in foto da vittime e testimoni. A meno di un anno da quell’episodio, ancora dopo una lite fuori da un locale (stavolta a Montopoli) l’omicidio che ha choccato un’intera provincia. 

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