Il Tirreno

Versilia

Violenza

Picchiata dal compagno, si rifugia in bagno e chiede aiuto: il caso choc in un hotel di Viareggio

di Gabriele Buffoni
La camera dell'hotel devastata
La camera dell'hotel devastata

L’uomo, arrestato dai carabinieri, ha distrutto la stanza: danni per 10mila euro: lei aveva già denunciato a più riprese le violenze del fidanzato

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’ha picchiata selvaggiamente e senza pietà, colpendola con un pugno all’occhio e un altro sferrato allo zigomo prima che lei riuscisse a sfuggire alle sue grinfie quel tanto che le è bastato per rifugiarsi nel bagno della camera di hotel che avevano affittato per le vacanze sul litorale versiliese. Una corsa disperata nella toilette della stanza, in cui si è chiusa a chiave: pochi metri quadrati, in una situazione claustrofobica ma con la consapevolezza che il compagno, ormai fuori di sé dalla rabbia, avrebbe potuto anche farle molto male, se non addirittura ucciderla.

Così si è messa a chiedere aiuto disperatamente, riuscendo a farsi sentire dagli altri clienti e dal personale dell’albergo che hanno provveduto a chiamare il numero unico per le emergenze 112 per chiedere l’intervento immediato dei carabinieri.

La ricostruzione

È quanto accaduto qualche giorno fa in un noto hotel viareggino, non lontano dal confine tra i territori di Viareggio e Lido di Camaiore (non a caso a intervenire sono stati proprio i militari della stazione di Lido). Protagonisti della vicenda un 40enne di origine marocchina e una 34enne italiana, sua compagna da anni, entrambi lombardi e residenti nella zona di Como. Da quanto hanno ricostruito i militari intervenuti, la coppia era arrivata a Viareggio nel pomeriggio di quello stesso giorno. Entrambi si trovavano in camera quando tra i due sarebbe scoppiato un litigio (i motivi scatenanti sono ancora al vaglio degli inquirenti).

I cui toni si sono però ben presto trasformati in qualcosa di ben più grave: offese e minacce proferite dal 40enne alla fidanzata, vittima delle sue angherie, fino a sfociare nella violenza più brutale. Prima un pugno nell’occhio, sufficiente a tramortirla. Poi un secondo pugno in faccia. E ne sarebbero arrivati altri, se la 34enne non avesse trovato la forza di correre in bagno, fuggendo dal suo aguzzino e chiudendosi dentro.

I danni nella stanza e le grida

La rabbia folle dell’uomo a quel punto si è sfogata su ogni suppellettile della stanza: il 40enne marocchino ha devastato il televisore, distrutto letto e scrivania, sfasciato sedie e scardinato le ante dell’armadio presente. Quindi ha cercato di sfondare la porta del bagno ma, non riuscendoci, ha deciso di provare un’altra strada pur di stanare la compagna: è uscito nel corridoio dell’hotel, ha afferrato uno degli estintori a disposizione come presidio di sicurezza in caso di fiamme pericolose e poi, approfittando di un sottile pertugio alla base della porta del bagno, ha svuotato il dispositivo antincendio nella stanzetta cercando di spingere la donna a uscire per evitare di rimanere soffocata.

La 34enne, nel frattempo, chiusa nel bagno, ha iniziato a gridare aiuto. Una richiesta disperata, che però ha sortito l’effetto sperato venendo sentita dalle stanze vicine e dallo staff dell’hotel, insospettitosi a causa delle urla e del baccano che proveniva da quella stanza in particolare. Sul posto, allertati dalla struttura ricettiva, si sono così precipitati i carabinieri di Lido di Camaiore alla cui vista l’uomo si è fermato, non opponendo resistenza all’arresto. I militari lo hanno ammanettato dopo aver messo in sicurezza la donna, comprensibilmente terrorizzata e dolorante: la 34enne, ferita al volto dai pugni ricevuti, è stata così portata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dove il personale sanitario ha attivato il protocollo Codice Rosso per i casi di violenza domestica e l’ha sottoposta a tutte le cure e agli accertamenti del caso, fornendole anche il supporto di uno psicologo e attivando anche i servizi sociali.

Non è la prima volta

Nella coppia non era la prima volta che avvenivano fatti di questa gravità. La giovane donna infatti a più riprese in passato aveva denunciato alle forze dell’ordine il compagno per le violenze (fisiche ma anche psicologiche) subite durante la loro convivenza. L’uomo è stato anche per questo motivo condotto subito in cella e poi – su disposizione del giudice che ne ha disposto la custodia cautelare – trasferito all’interno del carcere di San Giorgio a Lucca. Su di lui grava ora anche una denuncia da parte dell’hotel viareggino per danneggiamenti: una prima stima dei danni si aggira intorno ai 10mila euro. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il delitto

Il killer di Lorena Isceri dallo psicologo il giorno prima del femminicidio: «Quando l’ho visto era relativamente tranquillo»

di Paolo Nencioni
Turismo: le nostre guide