Il killer di Lorena Isceri dallo psicologo il giorno prima del femminicidio: «Quando l’ho visto era relativamente tranquillo»
Federico Vella era in cura da 15 anni: sedute, però, ultimamente diradate. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì, il funerale di Lorena a Squinzano (Lecce): lutto cittadino e paese interamente colorato di rosso
FIRENZE. Era in cura da 15 anni e aveva visto il suo psicologo appena il giorno prima, ma questo non ha impedito alla mente di Federico Vella di andare in corto circuito in quel terribile pomeriggio di giovedì, quando ha rapito la sua ex fidanzata Lorena Isceri prima di gettarla dal cavalcavia Lora sull’Autosole, dal quale si è poi gettato lui stesso.
«Sconvolto»
La circostanza è emersa grazie al Tg1, che ha parlato brevemente con lo psicologo che aveva in cura Vella. Il medico ha confermato di aver incontrato Federico il giorno prima della tragedia, ma di non aver immaginato che cosa avesse in mente. «Sono rimasto assolutamente sconvolto da quello che è accaduto, non me l’aspettavo minimamente – ha detto –. Quando l’ho visto era relativamente tranquillo».
Il giornalista del Tg1 gli ha chiesto se fino alla settimana scorsa potesse definire Vella una persona potenzialmente pericolosa e violenta e la risposta è stata un netto no. Probabilmente lo ha pensato anche Lorena, che dopo essersi allontanata per stare con la famiglia in Puglia era tornata a Firenze credendo di poter gestire la situazione.
Lo psicologo che ha parlato col Tg1 ha rivelato che Federico Vella era in terapia da circa 15 anni e dunque si presume che i suoi problemi (si è parlato di schizofrenia e bipolarismo) non fossero cosa da poco. Il medico ha però aggiunto che negli ultimi tempi gli incontri si erano diradati.
I funerali
La salma di Lorena Isceri è già ripartita alla volta di Squinzano, in provincia di Lecce, dove oggi, 9 settembre, alle 17 sarà celebrato il funerale nella chiesa Maria Regina. Il paese si tingerà di rosso: il sindaco Mario Pede ha firmato l'ordinanza con la quale dispone il lutto cittadino per l'intera giornata «in segno di cordoglio, partecipazione e vicinanza alla famiglia di Lorena Isceri, vittima di femminicidio».
L’ordinanza dispone inoltre di «illuminare di rosso, nelle ore serali, in ricordo di Lorena, la facciata esterna del Palazzo dell’Orologio in piazza Plebiscito e di villa Cleopazzo in via Montegrappa, per tutto il mese di settembre».
Il legale
Ieri – 8 settembre – invece il Consiglio regionale della Toscana ha osservato un minuto di silenzio in apertura dei lavori. Intanto l’avvocato Cosimo Miccoli, legale della famiglia di Lorena, contesta le ricostruzioni giornalistiche secondo le quali la donna era ancora viva quando è stata gettata dal viadotto. «Non è confermato che fosse viva – ha detto intervenendo nella trasmissione “Storie italiane” su Rai 1 –. Alla fine dell'esame peritale mi ha chiamato la consulente che ci teneva a dirmi che lei non aveva dato notizia in ordine al fatto che Lorena fosse viva al momento della caduta nel vuoto. È soltanto una questione giornalistica che lei si chiedeva da dove fosse uscita».
«Hanno preso 90 giorni di tempo per relazionare al pubblico ministero, ci sarà tempo per stabilire se fosse viva prima del lancio o deceduta – ha aggiunto il legale –. La consulente non era nelle condizioni di stabilire se Lorena fosse viva o no».
Ma onestamente è un altro il quesito più importante a cui dovranno rispondere i consulenti, e cioè in quali condizioni fosse Federico Vella quando ha ucciso l’ex fidanzata e se fosse sotto l’effetto di qualche sostanza.
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