A Forte dei Marmi bottiglietta d’acqua (da mezzo litro) a 1,80 euro nello stabilimento del Comune: «Prezzo spropositato»
Simone Tonini, segretario del Pd di Forte dei Marmi, segnala il prezzo di una bottiglietta da mezzo litro alla Spiaggia Comunale di Levante e chiede al Comune verifiche sul rispetto delle tariffe «contenute» previste dal capitolato d’oneri
FORTE DEI MARMI. Non c’erano di mezzo né le consuete impennate dell’inflazione, né le temperature roventi di una giornata di fine estate a far bollire gli animi sotto gli ombrelloni. A far scoppiare il caso sul bagnasciuga della spiaggia vip fortemarmina è stato il caro-bottiglietta. E l’episodio non si consuma in uno dei più esclusivi e blasonati stabilimenti privati del litorale, bensì sulla Spiaggia Comunale di Levante, a Roma Imperiale: teoricamente il baluardo per eccellenza dell’accessibilità pubblica e dei prezzi calmierati.
La sorpresa alla cassa
A sollevare il polverone è Simone Tonini, segretario cittadino del Partito Democratico ed ex consigliere comunale. Durante una passeggiata sulla battigia, Tonini decide di concedersi una pausa per rinfrescarsi e si avvicina al bar del bagno comunale per acquistare una semplice bottiglietta d’acqua minerale da mezzo litro. Alla cassa, però, arriva la sgradita sorpresa: lo scontrino batte un perentorio 1,80 euro. Una cifra ritenuta decisamente spropositata, persino superiore alle tariffe praticate da diversi stabilimenti balneari privati della zona.
Indignato per quello che considera un ingiustificato balzello, Tonini è andato a spulciare le carte e i documenti ufficiali dell’affidamento. Ciò che ne è emerso sembrerebbe un’incongruenza rispetto alle clausole stabilite dal Comune. «Nel capitolato d’oneri della concessione, all’articolo 22, – spiega Tonini – è chiaramente stabilito che i soggetti aggiudicatari si obbligano a praticare prezzi contenuti per bevande e pietanze vendute al bar. È palese che 1, 80 euro per mezza bottiglietta d’acqua non rispetti l’impegno di offrire tariffe calmierate». Ma il nodo cruciale della questione sollevata da Tonini risiede nell’assoluta assenza di vigilanza da parte del Comune. «In ben due estati di gestione, infatti, nessuno dell’amministrazione si deve mai essere recato presso le varie strutture comunali per verificare se i prezzi praticati fossero conformi al capitolato. Se mancano i controlli, manca tutto».
La richiesta
La richiesta di Tonini è chiara e non ammette rinvii: «Il municipio deve intervenire subito con verifiche rigorose e puntuali. Chi propone un piano economico-finanziario per aggiudicarsi un bene pubblico deve rispettare le regole del gioco pattuite. Dietro a una bottiglietta d’acqua da 1, 80 euro si nasconde un principio fondamentale di tutela delle regole e di equità sociale che oggi riguarda la spiaggia comunale, ma che domani potrebbe estendersi a qualsiasi altro servizio pubblico del territorio».
Il precedente
Sul caso Il Tirreno ha provato più volte a contattare il Bagno comunale di Levante senza risultato, restando a disposizione per ospitare un’eventuale replica.
La vicenda riporta subito alla memoria anche quanto accaduto a inizio estate con il noto infettivologo Matteo Bassetti. Anche l’esperto si era scagliato contro il caro-bottiglietta, lanciando un accorato appello sui social: «L’acqua non è un prodotto di lusso. Soprattutto in estate, sotto il sole, deve essere un bene accessibile a tutti. La mia proposta è chiara: una bottiglietta da 0,5 litri dovrebbe costare 1 euro o meno. Non è una battaglia contro chi lavora, ma un principio di rispetto per chi compra». Un invito subito accolto con sensibilità da Roberto Santini dello storico Bagno Piero, che aveva subito adeguato il prezzo del proprio bar a 1 euro, dimostrando come la sensibilità sociale sia possibile anche nel cuore del Forte più esclusivo.
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