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Il gay più bello d’Italia è di Bargecchia: la gioia di Fabio e la dedica alla famiglia

di Matteo Rossi

	Fabio Tomei
Fabio Tomei

Fabio Tomei, architetto non udente: «Una sfida contro le barriere»

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MASSAROSA. Ha 29 anni, è nato a Pietrasanta e ha vissuto per tanti anni a Bargecchia. Fabio Tomei, classe 1997, è il nuovo Gay più bello d’Italia, incoronato durante la finale del concorso nazionale promosso dal Mamamia, andata in scena sul palco del Baddy di Torre del Lago con altri quattordici concorrenti arrivati da ogni parte d’Italia.

Una vittoria che, come racconta lui stesso, non è mai stata una questione di sola estetica. «Ho deciso di partecipare non per la bellezza estetica, ma per mettermi in gioco con la mia personalità e raccontare la mia storia. Per dare un esempio e trasmettere il valore della semplicità». Un concorso che va oltre l’apparenza. «Rappresenta – sottolinea – una grande sfida personale e un’opportunità che va oltre la bellezza fisica, mettendo al centro la bellezza interiore, la storia e la personalità di ciascuno di noi».

Sul palco Fabio, non udente dalla nascita, ha trasformato la sua partecipazione in un’occasione per parlare di inclusione e di barriere da abbattere, portando alla comunità LGBTQIA+ un messaggio di sostegno reciproco. «È stata una sensazione bellissima e quasi strana, del tutto inaspettata e carica di emozioni. All’inizio non riuscivo a credere alla mia vittoria, ci ho messo un po’ di tempo a realizzare».

Per Fabio il titolo non è solo un riconoscimento personale, ma un simbolo da portare avanti: «Rappresenta una bella responsabilità, un esempio da seguire e un simbolo di inclusione, visibilità e valorizzazione della diversità».

Un percorso che non avrebbe potuto affrontare allo stesso modo senza il sostegno di chi gli è più vicino. Presente in prima fila alla finale, la famiglia di Fabio è stata un punto fermo fin dall’inizio: «I miei genitori, mia sorella e i miei amici mi hanno sempre supportato e dato appoggio fin dal primo momento. Per me rappresentano un pilastro fondamentale». E se la famiglia è stato il primo punto d’appoggio, anche la comunità in cui è cresciuto non si è fatta attendere nel festeggiarlo. A Bargecchia, il piccolo borgo tra le colline di Massarosa dove Fabio ha vissuto per tanti anni, la notizia della vittoria si è diffusa rapidamente e non sono mancate le congratulazioni di chi lo conosce fin da bambino. «Dopo la vittoria – conclude – ho ricevuto moltissimi messaggi di affetto».

Fabio oggi vive e lavora a Firenze come architetto in uno studio. Ma Bargecchia è sempre rimasta un punto di riferimento. «Lì ci torno sempre, ci vivono i miei genitori. È dove sono nato e cresciuto».

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