Il Tirreno

Versilia

Il caso

Viareggio, maxi-rissa con cacciavite in centro: la Procura indaga quattro persone

di Gabriele Buffoni

	Viareggio, la volante sul luogo dell'aggressione (foto Giannini)
Viareggio, la volante sul luogo dell'aggressione (foto Giannini)

Denunciati dopo quasi due mesi di indagini da parte del commissariato: il fatto a pochi passi da una nota enoteca

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VIAREGGIO. Quasi due mesi di indagini serrate da parte della polizia di Stato di Viareggio, tra filmati delle telecamere della videosorveglianza cittadina da vagliare e testimonianze raccolte, per arrivare infine a restringere il cerchio intorno a quattro persone.

Sono questi infatti gli indagati – tutti cittadini stranieri e appartenenti alla medesima famiglia, rispettivamente di 36, 24 anni e due di 33 anni – per la violenta rissa che nel primo pomeriggio dello scorso 9 luglio si consumò alle spalle del palazzo municipale, all’incrocio tra via Fratti, corso Garibaldi e piazza Nieri e Paolini, a pochi passi dalla nota enoteca H2NO. Ignoti ancora i motivi, ma l’ipotesi principale per gli inquirenti resta quella di un regolamento di conti connesso al mondo dello spaccio di droga.

Il fatto fece scalpore in città. Tutto avvenne pochi minuti prima delle 14, mentre ancora i clienti ai tavoli dell’H2NO e delle attività vicine erano intenti a consumare il proprio pranzo. In una manciata di minuti, in quell’incrocio nel cuore della città, si scatenò una vera e propria scena da far west. Un uomo, nordafricano, assalito da un folto gruppo di uomini (a loro volta stranieri, probabilmente suoi connazionali) scesi da un’auto arrivata a tutta velocità. Un pestaggio a cui si unirono ben presto anche altri individui, scesi da una seconda auto fermatasi nelle vicinanze. In tutto una decina le persone coinvolte nella rissa che è durata 5-6 minuti al massimo. Tanto che all’arrivo delle prime volanti chiamate dai clienti e dai titolari delle attività della zona, scioccati per l’accaduto, tutte le persone coinvolte si erano dileguate.

Secondo le testimonianze raccolte, da una delle auto vennero estratti anche alcuni pezzi di cornicione, probabilmente armi improvvisate che il “commando” di nordafricani si era portato dietro, e nel corso della rissa uno dei principali protagonisti si rivelò armato di un cacciavite con cui sferrò un affondo a uno degli avversari ferendolo gravemente. L’uomo, nordafricano di 27 anni, si diede alla fuga come tutti gli altri ma fu rintracciato nella zona di via Virgilio dagli operatori del 118 intervenuti sul posto: portato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, gli fu riscontrato un pneumotorace causato proprio dal fendente sferrato con il cacciavite e fu ricoverato con prognosi riservata.

Da quel momento gli agenti hanno iniziato a setacciare il territorio alla ricerca dei responsabili. Alcuni dei testimoni avevano annotato i numeri di targa delle auto con cui il gruppo di nordafricani era arrivato in centro e proprio partendo da questi riferimenti i poliziotti (aiutati dal reparto specialistico della polizia scientifica), incrociando i filmati di videosorveglianza con i varchi del sistema automatico di lettura targhe della rete cittadina, sono riusciti a restringere il campo. Identificando quello che oggi si ipotizza sia il gruppo principale degli aggressori: quattro persone, tutte imparentate tra loro – tra cui anche l’uomo ritenuto responsabile del fendente con il cacciavite – che avrebbero avuto un ruolo chiave nella rissa.

Per questo sono stati tutti denunciati a vario titolo per i reati di rissa aggravata, lesioni personali gravissime e minacce. 


 

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