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Scuola in Toscana, oltre 300 insegnanti rinunciano al posto: il fattore che fa la differenza

di Matteo Scardigli
Scuola in Toscana, oltre 300 insegnanti rinunciano al posto: il fattore che fa la differenza

Tra le cause delle rinunce ci sarebbero il costo degli alloggi e degli spostamenti, mentre restano aperte le questioni legate a sostegno, precariato e calo degli studenti

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Il 2026/2027 sarà anche l’anno degli Stati generali della Scuola toscana: il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale Luciano Tagliaferri li ha convocati per costruire una prima proposta di “Agenda toscana per la Scuola 2026-2028”, portarla nei territori, discuterla, correggerla e infine adottarla insieme. Un’Agenda che si troverà, indirettamente, a fare i conti anche con l’emergenza casa.

Caro-affitti, gli insegnanti cercano casa sui social

«Sono una docente di scuola primaria e cerco un appartamento in affitto in centro a ... preferibilmente in una zona comoda per raggiungere la scuola», scrive una utente in uno dei tanti gruppi social “specializzati” nel favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggio per insegnanti. «Cerco stanza in affitto con uso cucina oppure monolocale, sono una docente neo immessa in ruolo, periodo da settembre a giugno. Grazie mille a chi potrà aiutarmi», aggiunge un’altra. E un’altra ancora: «Sono una docente, cerco una casa in affitto a ... possibilmente non troppo distante dagli istituti superiori, da settembre 2026 a giugno 2027, budget 400 euro». “Soldatesse” (con tanti “commilitoni” maschi) del proverbiale esercito di precari in cerca di un alloggio a un prezzo compatibile con la busta paga.

Scuola in Toscana, oltre 300 docenti rinunciano al posto

A due settimane dalla prima campanella, infatti, più di 300 insegnanti in Toscana avrebbero rinunciato al posto fisso nelle scuole (ogni ordine e grado) della regione per le ragioni più diverse, sulle quali pesa il caro-vita. È la Flc Cgil, la federazione che riunisce i lavoratori dalla conoscenza a stimare che dei 300 di cui sopra in 250 sarebbero i docenti ad aver rinunciato al ruolo su posto comune, una sessantina quelli sul sostegno.

«Il caro-affitti, anche, insieme al caro-carburanti, sembra condizionare la scelta di diversi lavoratori», conferma Pasquale Cuomo, segretario regionale Flc Cgil, e annuncia: «Il 9 faremo la consueta conferenza stampa con i dati calcolati all’unità».

Sulla stessa linea Roberto Malzone, segretario generale della Cisl Scuola Toscana: «Il caro-affitti, insieme al caro-carburanti per i molti che si devono spostare, colpisce senz’altro gli insegnanti e può essere una delle cause che ha portato i colleghi a rinunciare al posto, anche se non è l’unica criticità della Scuola regionale: ci sono anche la stabilizzazione del sostegno e il calo demografico, che coinvolge in modo particolare il personale Ata».

Stipendi degli insegnanti e costo degli affitti: il confronto

I conti, purtroppo, sono presto fatti. Secondo le stime per l’anno scolastico 2026/2027 un docente neoassunto, con 0-8 anni di servizio, guadagna in media tra i 1.700 e 1.800 euro lordi, vale a dire tra 1.350 e 1.450 netti. Con 15-20 anni di servizio il netto sale a 1.600 - 1.750 e via via fino a un massimo (sempre in media) di 2.000 - 2.300.

Il mercato degli affitti, invece, per un alloggio da 80 metri quadri parte da circa 230-270 euro al mese per soluzioni economiche o periferiche e sale a diverse migliaia di euro nelle zone di pregio o nei centri storici delle città d’arte o località turistiche della costa.

Scuola a Firenze, calano gli studenti e aumentano le criticità

“Casus belli” di questo settembre che sembra già orientato alla mobilitazione è il punto sul rientro a scuola fatto dalla Flc Cgil Firenze pochi giorni fa per gli istituti di ogni ordine e grado del territorio della Città Metropolitana: popolazione scolastica ridotta di 2.356 unità, tagli all’organico docenti sulle classi e sul “potenziamento” con un Corpo docente a fronte di una riduzione di una trentina di unità di personale utile a garantire le attività aggiuntive, e poi un taglio all’organico Ata pari a 52 unità a partire proprio da questo anno scolastico.

Per non parlare di un 15% di posti che sarebbero potuti andare a ruolo sono rimasti senza un titolare e 263 Ata assunti a fronte di una disponibilità di circa 730 posti non coperti da titolare.

Sostegno e supplenze, i numeri della scuola fiorentina

Capitolo a parte la questione dei posti sul sostegno: su 3.656 posti di sostegno complessivi nel territorio fiorentino, il 60% risulta coperto da precari.

Infine «la piaga della “supplentite”», 3.100 individuazioni previste solo per la prima mandata, che potrebbero superare il 30% del totale complessivo dei docenti di Firenze e provincia. Un fenomeno che sarebbe comune anche alle altre province.

Scuola toscana, Tagliaferri: «Copertura praticamente totale dei posti»

Numeri che Tagliaferri legge con il segno opposto. «L’amministrazione periferica del ministero, in Toscana, ha assicurato una copertura praticamente totale, con assunzioni in ruolo, dei posti che potevano essere coperti in tale modo», ci scrive in una nota, in cui precisa che «le assunzioni a tempo determinato del personale “precario”, quindi, riflettono la natura delle disponibilità, che per tipologia non avrebbe potuto comunque essere coperta con personale di ruolo».

Caro-affitti e rinunce, l’Ufficio scolastico: «Fenomeno da approfondire»

Quanto al caro-affitti come possibile concausa delle rinunce, il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale sottolinea che «a me non risulta, nella misura in cui non abbiamo avuto un riscontro dalle scuole, ma non vuol dire che il fenomeno non sia reale. Ritengo necessaria una riflessione in tal senso, a vari livelli».




 

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