Salute
Febbre Dengue, focolaio in Toscana: le zone “forti” del virus, i rischi e quando può causare danni seri – «Il caldo non aiuta»
Le parole di Marco Falcone, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Pisa e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Aop: «Non è qualcosa di stupefacente la presenza di focolai autoctoni nel nostro Paese»
PIOMBINO. Il secondo caso di Dengue a Piombino, a distanza di pochi giorni dal primo, ha fatto scattare l’allarme. Perché questa volta si tratta di un’infezione contratta sul posto, un caso autoctono. Non di ritorno da un viaggio all’estero. E sebbene Asl e Comune di Piombino indichino una situazione sotto controllo, la soglia di attenzione sul territorio si è inevitabilmente alzata.
Interventi in due zone
Tra martedì 1 e mercoledì 2 settembre, infatti, è stata effettuata una disinfestazione nell’area di via Anita Garibaldi, a Piombino, dove abita la persona che ha contratto il virus, ma anche nell’area delle Fabbricciane, località di Baratti, in un lotto di terreno dove la stessa persona, poi passata dal pronto soccorso per una visita e le cure, si era recata alcuni giorni prima dell’infezione. Una misura tempestiva per ridurre la densità di popolazione della zanzara tigre, vettore di trasmissione, messa in atto per cercare di contenere il focolaio e arginare la diffusione del virus. Anche se oggi - come confermano medici infettivologi - non è da escludere che altre persone, prima di questo caso conclamato, possano avere contratto l’infezione della Dengue senza sviluppare i sintomi.
L’indagine dell’Asl
Il dottor Alessandro Barbieri, direttore dell’Igiene Pubblica e Nutrizione delle Valli Etrusche e dell’Elba, conferma che su questo caso si è rivolta l’attenzione non solo dell’Asl Nord Ovest, competente per territorio, ma dell’area di prevenzione della Regione. Perché in Toscana, nei giorni scorsi, si sono verificati alcuni casi di Dengue finiti sotto la lente, e la ricerca del focolaio è diventata urgente. «Abbiamo potuto verificare - spiega Barbieri - che anche un paziente di Prato, affetto da Dengue, aveva frequentato la stessa zona del paziente di Piombino». Il medico informa che sono stati subito indicati gli interventi di disinfestazione dei luoghi frequentati dal paziente, compreso il pronto soccorso dell’ospedale di Villamarina, da cui era passato. E per questo mercoledì 2 settembre è stata completata la disinfestazione con prodotti larvicidi e adulticidi e la ricerca dei focolai larvali peri-domestici.
L’esperto
Sul tema il professor Marco Falcone, ordinario di Malattie Infettive all’Università di Pisa e direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Aop, sottolinea come in Toscana ci siano stati vari casi di Dengue di importazione per chi torna da viaggi nelle aree endemiche. Casi che poi hanno avuto un decorso di isolamento e trattamento a domicilio del paziente. Più rari i casi autoctoni, di persone che sono state punte dalle nostre zanzare tigre. A proposito Falcone spiega: «Non è qualcosa di stupefacente la presenza di focolai autoctoni nel nostro Paese, del resto il cambiamento climatico in atto e l’innalzamento delle temperature favoriscono la circolazione del virus con la zanzara tigre». L’infettivologo sottolinea che il più delle volte si tratta di infezioni paucisintomatiche (paziente che manifesta pochi sintomi e di entità molto lieve, ndr), in un rapporto di 80 su 100, ma che in alcuni casi più rari possono portare a emorragie ed encefalite, con quadri gravi e talvolta mortali.
Uno studio
L’estate scorsa uno studio pubblicato su Nature Communications ha rivelato che le aree costiere e le periferie urbane italiane sono particolarmente vulnerabili alla diffusione di malattie come Dengue e Chikungunya. La ricerca, condotta dalla Fondazione Bruno Kessler con l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e le Regioni italiane, ha mappato il rischio di focolai autoctoni, evidenziando una minaccia in crescita per la salute pubblica. Lo studio evidenziava che il rischio di nuovi focolai potesse estendersi ad altre zone per la presenza della zanzara tigre, il vettore principale di queste malattie, e a condizioni climatiche favorevoli.
L’appello di Casani
Sull’importanza della prevenzione interviene la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest Maria Letizia Casani: «La prevenzione della Dengue e delle altre malattie trasmesse dalle zanzare richiede attenzione costante e una collaborazione concreta tra servizi sanitari, istituzioni e cittadini. Come azienda sanitaria siamo impegnati nel monitoraggio epidemiologico e nella gestione tempestiva dei casi, ma la prevenzione si gioca anche nei comportamenti quotidiani. Eliminare i ristagni d’acqua e curare con attenzione gli spazi privati è un gesto semplice, ma fondamentale per proteggere la salute di tutta la comunità».
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