Estate e regole
Mangia, poi va via con una scusa: così la scroccona seriale (“famosa” in Versilia) non paga
Succede a Lido di Camaiore. «Vado a controllare mia mamma» e lascia una borsa (con stracci e creme). La donna sarebbe una “professionista” del pranzo a sbafo, nota per muoversi tra hotel quattro o cinque stelle e locali rinomati della Versilia
LIDO DI CAMAIORE. Un’ordinazione senza risparmiarsi, quattro chiacchiere amichevoli con i vicini di tavolo e quell’aria spigliata di chi sembra di casa. Poi la scusa perfetta per allontanarsi qualche minuto, lasciando persino la borsa sul tavolo come garanzia: «Vado un secondo al bagno accanto a controllare mia mamma sotto la tenda».
Solo che al tavolo la cliente non ci è mai più tornata. E dentro quella borsa, lasciata lì proprio per non destare sospetti, non c’erano documenti o portafogli, ma soltanto quattro stracci e una crema usata.
L’ultima truffa
È la singolare (e amara) truffa andata in scena al ristorante “2M Food and Drink”, all’interno del Bagno Roberto a Lido di Camaiore, gestito dai giovani Michael Sette e Moreno Ungaretti. Un episodio che ha dell’incredibile non tanto per l’importo della truffa, ma per la scaltrezza con cui “la professionista del pranzo a sbafo” si è presa gioco del personale.
La protagonista è una donna tra i 40 e i 50 anni, taglio a caschetto castano, parlantina sciolta e un’eccezionale capacità di integrarsi nell’ambiente. Sedutasi al tavolo del locale, la cliente ha pranzato con calma, godendosi il pasto accompagnato da due bicchieri di prosecco, amaro, caffè e persino il dolce artigianale della casa. Un pranzo da 39,30 euro, goduto appieno prima di mettere in atto il piano.
L’inganno
Al momento di chiedere un’insalata da portare via per l’anziana madre, si è offerta di andare a chiederle cosa volesse da bere nel bagno adiacente, raccomandandosi di lasciarle la borsa sulla sedia. «Da noi è un clima casereccio e socievole, cose del genere accadono continuamente e ci fidiamo dei nostri clienti», racconta Michael Sette. «Vedendo che non tornava, ho temuto stesse male per il caldo e il vino. Sono andato a cercarla al bagno accanto, ma la direzione mi ha confermato che non avevano alcuna cliente con quella descrizione».
A quel punto è bastato aprire la borsa rimasta al tavolo per capire l’inganno: un involucro riempito di stracci vecchio stile, usato per guadagnare il tempo necessario a far perdere le proprie tracce sul lungomare. Il sospetto che non si trattasse di una bravata improvvisata trova conferme nei racconti degli altri clienti e nelle chat dei balneari.
Una “professionista”...
La donna sarebbe una professionista del pranzo a sbafo, nota per muoversi tra hotel quattro o cinque stelle e locali rinomati della Versilia. Quando si sente messa alle strette, improvvisa scenate clamorose per mettere in imbarazzo i gestori e spingerli a farla andare via pur di non creare disagio in sala; altre volte applica la tecnica della finta borsa o della fuga rapida. «Non è una questione di 40 euro», conclude Michael. «Se una persona viene da noi e ci dice con franchezza di essere in difficoltà e di non poter pagare, un piatto caldo e una bibita non li neghiamo a nessuno, è già successo. È la sensazione di essere stati presi in giro che dà fastidio, soprattutto per i dipendenti che si dedicano al lavoro con cura e si sentono in colpa per non essersene accorti».
I due giovani ristoratori hanno comunque scelto di prenderla con un pizzico di ironia e di trasformare l’accaduto in un monito per i colleghi della costa, lo scontrino da 39, 30 euro è stato incorniciato e appeso nel locale. Un promemoria per il futuro e il ricordo di una “VIP del raggiro” che a Lido di Camaiore, almeno per una volta, ha mangiato a sbafo.
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