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L’analisi

Turismo in Maremma, estate 2026 a due velocità: una località sorride, altre soffrono (calo anche del 25%) – Le previsioni per agosto

di Redazione Grosseto

	Una veduta di Follonica
Una veduta di Follonica

Primo bilancio di Confesercenti: il confronto tra le diverse aree mette in luce un elemento centrale

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GROSSETO. Presenze concentrate nei fine settimana, soggiorni più brevi e forte attenzione ai costi. Ma il quadro cambia sensibilmente a seconda delle varie zone della provincia di Grosseto.

A sottolinearlo è la Confesercenti di Grosseto, che tratteggia un quadro a macchia di leopardo di questi primi mesi d’estate 2026. Tra gli operatori associati nel settore della ricettività, della ristorazione, dei campeggi e degli stabilimenti balneari emerge infatti un andamento a più velocità, nel quale, ai risultati positivi registrati in alcune destinazioni, si contrappongono difficoltà significative in altre aree della provincia. Il quadro generale resta caratterizzato per il turismo nazionale da soggiorni più brevi, prenotazioni effettuate sempre più spesso a ridosso della partenza, concentrazione delle presenze nei fine settimana e crescente attenzione delle famiglie al costo complessivo della vacanza.

Il caldo intenso ha favorito le partenze dell’ultimo minuto e le brevi permanenze nelle località balneari, ma non ha garantito ovunque continuità ai flussi durante la settimana. Molte imprese descrivono una stagione discontinua, con picchi nei weekend e giornate feriali sensibilmente più deboli. Accanto a questo scenario generale emergono tuttavia differenze territoriali molto marcate.

Chi sorride

Nelle località maggiormente consolidate, come Castiglione della Pescaia, capace di attrarre una clientela con maggiore capacità di spesa e una quota più rilevante di turismo straniero, il bilancio della stagione appare finora positivo. In particolare, gli operatori segnalano ricavi complessivamente in linea con lo scorso anno, con un mese di giugno particolarmente favorevole sia per i ristoranti che le attività ricettive.

Chi sorride meno

Diversa è la situazione riscontrata in altre aree della costa e della provincia (Follonica, Grosseto e zona Sud della Provincia), dove gli operatori segnalano cali più consistenti, che in alcuni casi vengono stimati intorno al 25%. Anche in queste zone i fine settimana mantengono un certo movimento, mentre durante i giorni feriali si registra una forte riduzione delle presenze, soprattutto a partire dalla seconda metà di luglio.

Gli elementi chiave

Il confronto tra le diverse aree mette quindi in luce un primo elemento centrale: le destinazioni che intercettano una clientela con maggiore disponibilità economica e una presenza più significativa di stranieri sembrano reagire meglio alle difficoltà della stagione. Le località maggiormente dipendenti dal turismo italiano e dagli appartamenti destinati alle locazioni brevi risultano invece più esposte alla riduzione del potere d’acquisto, alla contrazione dei soggiorni e alla maggiore sensibilità ai prezzi. Il settore alberghiero, nel complesso, sembra registrare performance migliori rispetto agli ultimi anni, quando gli affitti turistici brevi avevano progressivamente sottratto quote di mercato alle strutture ricettive tradizionali. A favorire gli alberghi è soprattutto la possibilità di offrire servizi organizzati e costi definiti in anticipo. Quando la differenza di prezzo tra un appartamento e un albergo è contenuta, il turista tende a privilegiare la soluzione che comprende colazione, pasti, pulizia e ulteriori servizi.

Le locazioni turistiche risultano invece penalizzate quando l’aumento dei canoni non è accompagnato da un adeguato livello qualitativo degli immobili e dell’offerta complessiva. Il quadro della ristorazione non è uniforme. Nelle destinazioni frequentate da una clientela con maggiore capacità di spesa, gli operatori segnalano risultati soddisfacenti e ricavi in linea con la stagione precedente. In altre aree della provincia si registrano invece cali significativi, legati alla minore presenza durante la settimana. Anche il comparto dei campeggi segnala una stagione fortemente altalenante.

Le previsioni per agosto

Dopo un buon avvio nel mese di giugno, si sono registrati lunghi periodi di debole affluenza, interrotti principalmente dai fine settimana. Negli anni precedenti agosto risultava spesso completo con largo anticipo e con permanenze di due settimane. Oggi continuano invece a esserci disponibilità, mentre la domanda si concentra soprattutto intorno ai fine settimana e a Ferragosto. Anche le richieste per settembre arrivano più lentamente e con una forte attenzione ai prezzi. La situazione dei campeggi conferma una tendenza comune a molti comparti: il turista continua a viaggiare, ma decide più tardi, rimane meno giorni e riduce il budget destinato alla vacanza.

Il dato comune resta la trasformazione delle abitudini turistiche: vacanze più brevi, decisioni tardive, budget rigidi e maggiore selettività. Una trasformazione che impone all’intero sistema turistico maremmano una riflessione non soltanto sulla promozione, ma soprattutto sull’organizzazione, sull’integrazione dell’offerta e sul valore reale proposto al visitatore. «La stagione conferma un andamento a più velocità, con maggiori difficoltà per le destinazioni e le strutture rivolte a una clientela con minore capacità di spesa – afferma Gianluca Soldateschi, presidente di Assoturismo Confesercenti –. Le persone non hanno smesso di viaggiare, ma sono diventate più selettive: scelgono località conosciute, servizi adeguati e un’offerta coerente con i prezzi. Dobbiamo interrogarci sul pubblico a cui vogliamo rivolgerci e costruire un’offerta integrata che valorizzi anche natura, borghi, enogastronomia, cultura ed esperienze. La sfida è rendere la Maremma più riconoscibile, competitiva e attrattiva».

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