Lavarone in Versilia, corsa contro il tempo per riuscire a ripulire la spiaggia: il caso di Pietrasanta
Oltre mille tonnellate di materiale organico arrivato nell’ultimo fine settimana. Bresciani Gatti (Ersu): «Contiamo di chiudere le operazioni di pulizia entro sabato»
PIETRASANTA. I numeri: oltre 100 cassoni da utilizzare nei prossimi 3 giorni per ripulire l’arenile, 1000 tonnellate di lavarone spiaggiate nello scorso fine settimana, 400 mila euro circa di costi per rimozione, raccolta e conferimento del materiale. Una vera e propria emergenza quella che va in scena più o meno ininterrottamente, da un mese a questa parte, a Marina di Pietrasanta con circa 4500 tonnellate complessive di lavarone (fra quello già rimosso e ancora presente) che hanno invaso in particolare il tratto che si allunga fra Fiumetto e Tonfano.
Numeri e voci
«Siamo circondati, lungo la battigia, da montagnette di alghe e roba simile con un odore alla lunga poco gradevole. Di certo non è la vacanza che ci eravamo immaginati. Non resta che fare il bagno nella piscina dello stabilimento balneare perché entrare in acqua, con tutto questo lavarone che continua ad arrivare con le onde, non ci sembra proprio il caso», raccontava ieri mattina una coppia di turisti di Milano.
«Da anni non si vedeva un quantitativo così importante di lavarone sulle nostre spiagge e in particolare a Fiumetto. Il gioco delle correnti, in queste settimane, ci sta fortemente penalizzando e possiamo farci ben poco. I turisti? Ovviamente non sono contenti e si rifugiano in piscina perché fare il bagno in mare in queste condizioni non è il massimo. Ad ogni modo – le parole dell’ex presidente del Consorzio Mare Versilia, Francesco Verona – la situazione entro il fine settimana dovrebbe normalizzarsi e la spiaggia essere quasi tutta ripulita. Per altro il mare sta portando sempre meno lavarone in queste ultime ore. Insomma, siamo moderatamente ottimisti».
L’intervento
In realtà ci sono ancora specchi di acqua di mare, in particolare lungo una striscia di Fiumetto, ancora debordanti di alghe e residui vegetali. «Se il mare cesserà di portare altro materiale, per sabato mattina la spiaggia – assicura il direttore generale di Ersu Walter Bresciani Gatti – sarà completamente ripulita. In caso contrario slitteremo alla prossima settimana: contro queste ondate puoi infatti fare ben poco. Spetta ai balneari decidere se e quando effettuare la raccolta sulla spiaggia del materiale. Per quanto riguarda la nostra azienda, mezzi e personale sono pronti. La raccolta e il conferimento sono ripartiti nella giornata di ieri perché i balneari non erano nelle condizioni di poterla avviare prima. Ogni giorno, fino a sabato prossimo, riempiremo dai 25 ai 30 cassoni sempre sperando, come da premessa, che non arrivi altro lavarone. L’emergenza è reale, ma siamo assolutamente nelle condizioni di gestirla».
Bresciani Gatti che poi entra nel merito delle procedure successive al conferimento nella sede di via Pontenuovo. «Parliamo di un lavarone con poca sabbia e pochissima, e questa è una buona notizia, plastica. E comunque una volta separata la parte sabbiosa (che viene riportata su spiaggia) da quella vegetale mettiamo quest’ultima componente insieme al verde ordinario che resta predominante. Successivamente il materiale in questione viene portato in diversi impianti di compostaggio, le nostre sedi di riferimento sono in particolare a Parma e a Reggio Emilia dove si procede alla triturazione – prosegue Bresciani Gatti – . Materiale che poi viene lasciato maturare fino alla raffinazione per diventare compost ed essere quindi riutilizzato».
Se però il lavarone è pesantemente contaminato da plastiche o rifiuti non separabili, perde la sua qualifica di "biomassa naturale" e i costi per Comuni e balneari rischiano di diventare talmente alti da essere insostenibili. Non è il caso del lavarone delle ultime settimane che invece sta incidendo e non poco sull’immagine turistica di questo scorcio di stagione.
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