Concessioni balneari, il Tar della Toscana boccia tutte le proroghe: in Versilia verso le gare nel 2027
Il Tar: «I Comuni non hanno giustificazioni per non fare le gare delle spiagge». Frandi (sindacato Sib): «Le concessioni restano valide, è chiaro che lavoreremo per tutelare le imprese»
FORTE DEI MARMI. Il Tar della Toscana conferma la linea già presa sulle concessioni balneari: con quattro sentenze in pochi giorni ha bocciato tutte le proroghe nei Comuni versiliesi. Dando così ragione all’Autorità Antitrust che aveva promosso i ricorsi.
Cosa succede ora (e i motivi)
Dopo Camaiore, infatti, arrivano i verdetti anche per Viareggio, Pietrasanta e Forte dei Marmi: secondo i giudici del tribunale amministrativo di Firenze non ci sono più margini, né giustificazioni per rinviare le gare delle spiagge. Non viene considerato valido il timore dei contenziosi legali che le stesse amministrazioni comunali hanno fatto presente; né viene avvalorata la tesi secondo cui le “aste” sono impraticabili a causa dell’assenza – o del mancato rinnovo – dei piani urbanistici sul litorale, i famosi Pua (Piani di utilizzazione degli arenili) che in Versilia costituiscono ulteriore fonte di discussione.
Perché stabiliscono cosa sia possibile realizzare sulle concessioni litoranee. Tutti questi argomenti vengono di fatto cassati, con una sola motivazione: le proroghe automatiche sono in contrasto col diritto europeo e con le normative che ad esso si ispirano – leggi la direttiva Bolkestein – perciò le concessioni devono essere riassegnate tramite gara a evidenza pubblica.
La spiegazione della legale
A questo punto non ci sono più margini anche secondo Stefania Frandi, responsabile giuridico del sindacato Sib Confcommercio: «I Comuni devono far partire le procedure di gara. Questo non significa che resteremo inermi – spiega Frandi – Lavoreremo per tutelare le nostre imprese, in un sistema che sta funzionando male e dove sono ancora tanti i punti interrogativi». Uno di questi riguarda la validità delle concessioni in mano ai balneari: «Sono legittime, non ci sono violazioni della legge – replica la referente del Sib – E sarà così fino a quando non ci sarà il passaggio alla nuova concessione dopo la gara».
L’ultima legge di riforma
Che dovrà avvenire entro il termine massimo del 30 settembre 2027: questo ha stabilito il governo Meloni nell’ultima legge di riforma, e questo hanno confermato le recenti sentenze, compreso il Consiglio di Stato. Che ha indicato la finestra utile per l’avvio dei bandi di gara tra marzo e giugno del prossimo anno: «Non sarà possibile far partire i bandi dopo giugno 2027», ammette Frandi. Che però ribadisce la propria convinzione sul fatto che «non sia praticabile avviare le gare già in questi mesi di stagione turistica. Sarebbe improponibile, con troppe implicazioni».
Ma, come detto, è solo questione di tempo. E intanto i Comuni, già bacchettati dal Tar, non possono certo stare fermi: devono fare il rendiconto dei beni, leggi strutture, che sono sulla spiaggia e fanno parte della concessione da mettere a bando. E devono calcolare gli indennizzi tramite i periti appena nominati, per mettere nero su bianco cosa verrà riconosciuto economicamente al balneare che dovrà lasciare l’impresa.
Determinante potrebbe rivelarsi il bando di gara unico previsto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ma il documento ancora non c’è: «È fondamentale – prosegue Frandi – che questo bando-tipo venga messo a disposizione il prima possibile per le amministrazioni comunali che dovranno fare le gare». Un Comune che deve avviare i bandi, infatti, ha bisogno di linee guida che siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Anche per togliersi responsabilità.
Gli scenari adesso
La macchina, tuttavia, dovrà mettersi in moto in tempi rapidi, e non certo seguendo il ritmo di questi ultimi 16 anni. Al netto delle concessioni che sono già state riassegnate con il cosiddetto “atto formale” – procedura di rinnovo dietro garanzia di investimenti – e che al momento sembrano al riparo, in Versilia bisognerà mettere a gara almeno 300 stabilimenti. Cosa succede se fanno tutti ricorso, oppure si rivolgono ai tribunali ordinari come già fatto da una ventina di balneari a Viareggio? I titolari degli stabilimenti contano proprio su questo.
Gli esempi vicini, vedi Sarzana, non fanno presagire nulla di buono. Ma è chiaro che, se non cambia qualcosa a livello comunitario o nazionale, i balneari dovranno accettare il nuovo sistema con l’obiettivo di proporre piani di sviluppo e investimento che – come già suggerito dall’ex sindaco e avvocato Alessandro Del Dotto – puntino a ottenere un nuovo titolo di durata ventennale.
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