Muore schiacciato sotto al suo trattore
Camaiore, era il custode della chiesa della frazione di Metato: sul posto il personale sanitario del 118, vigili del fuoco e carabinieri
CAMAIORE. È bastata un’occhiata al proprietario di un’abitazione vicina per capire che era successo qualcosa di terribile. Nessun rumore dall’orto dove fino a poco prima Marcello Salvini, 90 anni, stava lavorando. Poi il trattorino agricolo, capovolto su un fianco appena oltre il poggio del terrazzamento oltre il quale si allungava quella striscia di terra a cui “Marcellino” – come lo conoscevano tutti nel borgo di Metato – era solito dedicarsi praticamente ogni giorno, con la dovizia di chi ama la terra e soprattutto lavorarla.
L’incidente
È morto così una delle anime storiche della piccola frazione collinare camaiorese: per Marcello Salvini sono stati inutili i soccorsi, che si sono precipitati sul posto con l’automedica e l’ambulanza (con infermiere a bordo) della Misericordia di Camaiore e Lido. Inutile anche l’elicottero Pegaso 3, che per diverso tempo ha sorvolato il cielo sopra Metato nella speranza di dover calare con il verricello il proprio personale: purtroppo fin dai primi accertamenti il 90enne non ha mai mostrato segni di vita. Troppo importanti i traumi da schiacciamenti causati dal peso del trattore sotto cui il suo corpo si è ritrovato.
Sul posto carabinieri e vigili del fuoco
Pochi i dubbi anche sulla dinamica dell’accaduto, tanto che il pubblico ministro – dopo gli accertamenti medici – ha dato il via libera per la rimozione della salma: secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Camaiore, sul posto insieme ai vigili del fuoco di Viareggio, Salvini stava lavorando nel suo orto quando, mentre stava guidando il mezzo agricolo lungo il poggio del terrazzamento, per cause ancora da accertare il veicolo si è ribaltato sul fianco sinistro. Facendolo cadere a terra e schiacciandolo senza dargli scampo.
La vittima
Una tragedia che ha sconvolto tutto il paese di Metato, dove il 90enne viveva con la figlia in una casa a pochi passi dal luogo dell’incidente. «Marcellino lo conoscevamo tutti – raccontano alcuni abitanti del paese, scioccati dall’accaduto – era una persona buona, sempre pronta a darsi da fare. Nel suo orto praticamente c’era tutti i giorni». Salvini era anche il custode, di fatto, della chiesetta del borgo. «Andiamo lì a fare Messa la prima domenica del mese – lo ricorda don Bruno Frediano – e lui era sempre presente: aveva lavorato a lungo in Francia, ma a Metato e a quella chiesina teneva particolarmente».
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