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Caso The Italian Sea Group, i sindacati: «Poche rinegoziazioni concluse. Cantiere in vendita? Ci è stato detto di no»

di Barbara Antoni
Caso The Italian Sea Group, i sindacati: «Poche rinegoziazioni concluse. Cantiere in vendita? Ci è stato detto di no»

Carrara, Umberto Faita (Fiom): «Chiusi due contratti su 15, una situazione debitoria importante». Quando scade la composizione negoziata

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CARRARA. Due ore di confronto: vertici di The Italian Sea Group da una parte, sindacati dei metalmeccanici (Fim, Fiom, Uilm) dall’altra. Al centro, il futuro del colosso della nautica di Giovanni Costantino – oltre settecento dipendenti diretti nelle due sedi di Marina di Carrara e di La Spezia, oltre 1.500 riconducibili invece alle ditte dell’indotto – da mesi in mezzo alla tempesta scaturita, come ha sempre denunciato Tisg, da gestioni scorrette di manager che, in passato, hanno generato extra costi di produzione i quali hanno portato l’azienda a un’importante crisi di liquidità. Tanto da far sprofondare il capitale sociale da 26,5 milioni a meno di 50mila euro, tanto da far valutare all’azienda la possibilità di alienare immobili di sua proprietà: notizie, queste, rese note direttamente da Tisg quarantotto ore fa.

I sindacati

«Il caso Tisg non può definirsi vertenza – premette Umberto Faita, segretario provinciale Fiom Cgil reduce dall’incontro –; i dipendenti vengono pagati regolarmente, gli accordi con le aziende dell’indotto vengono portati avanti in modo massiccio».

Ma il futuro preoccupa, sulla scorta di una situazione debitoria che, «ci è stato confermato nel corso dell’incontro – fa sapere il sindacalista – è superiore a quattrocento milioni di euro. Una cifra enorme, anche se ci è stato assicurato che le interlocuzioni con gli armatori, finalizzate alla rinegoziazione delle commesse, proseguono. Ad oggi, secondo quanto ci è stato riportato, sono stati chiusi due contratti con altrettanti armatori, recuperando 5,6 milioni. Le stime sono di chiudere complessivamente altri quindici contratti di rinegoziazione per un totale di 180 milioni».

Preoccupa anche la questione delle commesse in corso. «Rispetto alla pianificazione presentata il 30 marzo scorso – spiega ancora Faita – , si registra un certo ritardo. Le commesse ripartite sono solo due su diciassette totali: per le altre quindici si stima una ripartenza tra fine giugno e inizio luglio».

Il fronte del personale

Sul fronte del personale e del futuro dei due cantieri di The Italian Sea Group, a Marina di Carrara e a La Spezia, Faita rivela altre comunicazioni emerse nel corso dell’incontro. «Quanto al personale – riporta – negli ultimi mesi abbiamo appreso che ci sono state dimissioni e alcuni licenziamenti, in tutto ci è stato riportato che sono usciti ventitré figure: questa la versione dell’azienda. Abbiamo chiesto espressamente se il cantiere di Marina di Carrara fosse in vendita: la risposta ha smentito qualsiasi ipotesi. Mentre ci è stato confermato che è in vendita il cantiere di La Spezia: al momento ci sarebbero cinque soggetti interessati ad acquisirlo».

Sulla crisi di Tisg il sindacato mantiene alta la guardia. «Per quanto ci riguarda – spiega Faita – siamo in una fase interlocutoria. Il vero problema è che il piano industriale di Tisg che sorregge il piano di risanamento dell’azienda viaggia su una linea che non è nella disponibilità della proprietà né degli esperti che la stanno affiancando. Il futuro di The Italian Sea Group dipende solo dalla volontà degli armatori di rinegoziare i contratti. Anche i tempi della composizione negoziata stanno scorrendo. La nostra posizione, in sintesi, è critica verso quanto ci è stato presentato. Abbiamo intanto fissato un’assemblea con i lavoratori per riportare loro nel dettaglio l’intero quadro che ci è stato descritto nel corso dell’incontro. L’assemblea è fissata per la mattina di martedì 26 maggio».

La composizione negoziata

Faita si sofferma in conclusione sulla prospettiva temporale per il risanamento di Tisg. «In base alla normativa vigente – fa notare il sindacalista – la composizione negoziata andrà a concludersi in data 16 luglio prossimo, i tempi stringono quindi per la rinegoziazione delle commesse in corso. Anche se la legge può prevedere una proroga di novanta giorni, in quel caso andrebbero fatti tutti i passaggi necessari per ottenerla. Per noi quello di The Italian Sea Group – conclude il sindacalista – continua ad essere un caso molto complicato». 

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