Elezioni a Viareggio, Paolo Annale: «Il mio primo atto da sindaco? Una consulta per i giovani»
Paolo Annale: «L’asse deve passare a nord sfruttando la viabilità esistente Torre del Lago invece può rilanciarsi sfruttando le opportunità del Parco»
Con Paolo Annale inauguriamo - seguendo l’ordine alfabetico - la serie di interviste ai candidati sindaci alle prossime elezioni. Annale è sostenuto dalla lista del Partito comunista italiano.
Quando e dove è nato? Dove è residente? È sposato ed ha figli?
«Sono nato a Viareggio il 6 dicembre 1954 e a Viareggio sono anche residente. Sono sposato da 46 anni, ho un figlio e una figlia e tre nipoti».
È iscritto o è stato iscritto a qualche partito politico? È iscritto a qualche associazione? Se sì, a quali?
«Sono iscritto al Pci dal 2016, anno della sua ricostituzione. Sono inoltre iscritto all’Anpi».
Per quale partito ha votato alle ultime elezioni politiche?
«Ho dato il mio voto al Pci».
Cosa ha votato all’ultimo referendum costituzionale?
«Ho votato No»
Attualmente che lavoro fa?
«Sono pensionato, ex farmacista dirigente del Servizio sanitario regionale».
Quanto ha denunciato nell’ultima sua dichiarazione dei redditi? Possiede immobili o fabbricati?
«Nell’ultima dichiarazione dei redditio ho denunciato 63.500 euro. Non possiedo immobili né fabbricati».
Ha mai usufruito di un condono edilizio? E di un condono fiscale?
«No, non ne ho mai usufruito».
I CONTENUTI DEL PROGRAMMA
Qual è il punto del suo programma elettorale al quale tiene di più?
«La visione complessiva che, privilegiando la condizione di coloro che ne sono ai margini, contemperi i vari interessi che la città esprime, per restituire il senso di comunità ad oggi mancante».
Qual è la prima delibera che adotterà se vincerà le elezioni?
«La proposta di istituzione di una Consulta giovani, per restituire dignità e attenzione alla parte più vitale e oggi trascurata del tessuto sociale, a coloro che dovranno occuparsi del nostro e del loro stesso futuro».
Uno dei temi caldi della campagna elettorale è quello relativo all’asse di penetrazione. Può dirci chiaramente da dove dovrebbe passare secondo lei?
«A nord dello stadio dei Pini, utilizzando la viabilità esistente, accompagnando l’intervento con provvedimenti quali l’incremento del trasporto pubblico. La “pista” proposta oggi dall’amministrazione comunale a sud dello stadio urta contro leggi regionali e sovranazionali, e non darebbe risposte ai bisogni del riordino del traffico veicolare invocato a ragione dagli abitanti della Darsena».
Nautica. Asse di penetrazione a parte, cosa propone per andare incontro alle esigenze della cantieristica e di chi ci lavora?
«Le esigenze della nautica devono essere messe in relazione al territorio che la ospita e agli effetti occupazionali che può assicurare. Le riposte non possono che nascere da un confronto di questi aspetti, passando dalla conoscenza di un piano industriale che ad oggi sembra ancora mancare. Per quanto riguarda i lavoratori e le lavoratrici è necessario pensare alle loro condizioni di lavoro (realizzazione di una mensa interaziendale) con particolare attenzione alla sicurezza. La Darsena nel suo complesso si deve dotare di un piano che tuteli questi aspetti».
Sicurezza: qual è un primo provvedimento che adotterebbe per rendere più sicura la città?
«La sicurezza, reale e percepita, è una questione complessa e come tale non ammette soluzioni semplicistiche, tanto meno di carattere securitario. Come prima cosa promuoverei un confronto aperto con la città e con le forze dell’ordine per cogliere la reale portata del fenomeno».
Lavori pubblici: ci indica tre opere prioritarie alle quali metterà mano per prime?
«Le mie prime tre priorità in materia di lavori pubblici sono: il completamento dell’asse di penetrazione nella sua interezza; un nuovo impulso al recupero del patrimonio di edilizia pubblica e popolare; un piano di revisione e completamento degli impianti sportivi esistenti».
Turismo: nella sua visione di città turistica, vede Viareggio più come una città per famiglie dove riposarsi e trovare tranquillità oppure più votata a iniziative che attirino maggiormente i giovani?
«L’aspirazione maggiore sarebbe quella di riuscire ad integrare in modo equilibrato le due diverse visioni. A questo si dovrebbe aggiungere la possibilità di sviluppare un turismo legato all’ambiente con il rilancio di una corretta visione del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli».
Torre del Lago: l’unica frazione di Viareggio si sente trascurata. Cosa farà per rilanciarla?
«Il dialogo sarà l’elemento principe con il quale riconnettere le varie parti della città rimaste mute e isolate tra loro, Torre del Lago in primis, vincendo antiche resistenze culturali. Anche in questo caso si dovrebbe poter recuperare l’attenzione verso le potenzialità del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli che contraddistingue questo territorio».
Parcheggi: in città sono praticamente tutti a pagamento, ma di fatto non esiste un sistema di posteggi scambiatori integrato con la mobilità pubblica. Manterrà la situazione così com’è o propone di modificare qualcosa?
«La mia idea è quella di integrare progressivamente l’attuale assetto con parcheggi scambiatori, favorendo contemporaneamente il trasporto pubblico e gli spostamenti pedonali, laddove possibile, prevedendo necessariamente l’abbattimento delle molte barriere architettoniche che impediscono l’utilizzo di strade e marciapiedi anche per i normo deambulanti».
Carnevale: cosa le piace e cosa cambierebbe della manifestazione più importante della città? Ha già in mente il profilo a cui affidare la guida della Fondazione?
«Il Carnevale ha in sé elementi che lo rendono unico e per certi aspetti immutabile. Restituirne il senso più profondo che abbracci la città, al di là dei corsi mascherati, è l’intento con il quale dovremo confrontarci».
Politeama: lo considera un edificio ormai irrecuperabile alla sua funzione originaria oppure può tornare ad essere un teatro vero?
«No. Ritengo indispensabile prevederne il recupero anche in considerazione del fatto che ad oggi Viareggio non dispone di nessun vero teatro».
STRATEGIE E FUTURO
Da uno a dieci, che voto dà all’operato dell’amministrazione Del Ghingaro?
«Tre. La mancanza totale di dialogo con la città credo che sia stato l’aspetto più negativo che ha contraddistinto il suo mandato».
Se si andrà al ballottaggio e fosse uno dei due sfidanti, cercherà un apparentamento con qualche candidato escluso?
«No. L’adesione da parte di possibili “sostenitori” non potrebbe che essere volontaria».
Se si andrà al ballottaggio e lei non dovesse essere fra gli sfidanti, cercherà un dialogo o resterà estraneo a qualsiasi trattativa?
«Qualora ci fossero state le condizioni politiche per un accordo, le avremmo praticate in precedenza. Le trattative in questa circostanza non fanno parte del nostro orizzonte politico».
Vuole anticiparci qualche nome della sua futura squadra di governo (giunta, partecipate, fondazioni) in caso di vittoria?
«Ho in animo di rendere nota la composizione della giunta prima della data delle elezioni».
Qual è un risultato percentuale sotto il quale riterrebbe deludente la sua candidatura?
«Il 3 per cento».
DOMANDE AD PERSONAM
Chi la critica, sostiene che la sua candidatura finirà per indebolire il centrosinistra disperdendo voti che potrebbero risultare decisivi. Cosa replica?
«È tempo di chiedersi a chi e a che cosa serva il voto utile. Ritengo che sia politicamente giusto offrire una visione certa e chiara degli indirizzi in modo da irrobustire realmente quella parte della sinistra che sino ad oggi ha accarezzato politiche non fedeli alla propria visione».
Su alcuni temi della campagna elettorale venite accusati di posizioni eccessivamente ideologiche o di scarsa concretezza e di non avere una cultura di governo.
«Credo di poter dire che chi avanza queste critiche non abbia ascoltato bene cosa stiamo dicendo».
La sinistra in generale viene accusata di essere troppo buonista in tema di immigrazione irregolare.
«L’immigrazione è irregolare perché così si vuole che risulti. Il buonismo non ha niente a che fare con le valutazioni politiche ed economiche che sottendono ai fenomeni migratori».
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