Il Tirreno

Versilia

L’intervista

Michele Pellegrini, lo sceneggiatore versiliese di Imma Tataranni: «Piaciuta a tanti, ma stasera sarà l’ultima volta in tv»

di Cristina Bulgheri

	L'attrice Vanessa Scalera
L'attrice Vanessa Scalera

Parla lo sceneggiatore della fiction in onda su Raiuno: «Entro il 2026 dovrebbe uscire una serie televisiva per Netflix che ho scritto interamente io e segna il mio debutto con questa piattaforma»

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FORTE DEI MARMI. La parola "fine" con cui stasera – 29 marzo – si chiuderà la puntata della fiction "Imma Tataranni-Sostituto procuratore" non ammette deroghe e, con i titoli di coda della quarta puntata della quinta serie, le inchieste del magistrato di Matera andranno in archivio. Non sono bastati i milioni di spettatori che da cinque stagioni seguono con passione e simpatia le vicende personali e lavorative dell'effervescente Imma a convincere la produzione, gli interpreti e gli sceneggiatori, tra i quali Michele Pellegrini, a continuare a lavorare sulla fiction.

Fortemarmino, sceneggiatore da oltre vent'anni – da quando nel 2002 si è diplomato in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma – Michele mette la sua penna al servizio del piccolo e del grande schermo italiano e internazionale.

Ha firmato pellicole drammatiche per registi come Peter Chelsom o Peter Del Monte, alcune commedie del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, numerose fiction o serie tv: tra le più recenti quella dedicata a Peppino di Capri e, appunto, Imma Tataranni, su cui stasera calerà il sipario.

Qual è lo stato d'animo con cui ci si congeda da un personaggio che ci ha accompagnato per cinque stagioni?

«Certo con un po' di malinconia, ma al tempo stesso la consapevolezza di aver fatto il tuo. Imma è piaciuta tantissimo ai telespettatori, ma è inevitabile che dopo tante puntate subentri un po' di stanchezza, o meglio, la percezione, come ha detto bene anche Vanessa Scalera (l'attrice che interpreta la protagonista) che arriva il momento in cui le cose, anche quelle belle, è bene finirle. Sono otto anni che lavoro per questa fiction. Tutto bello - dai colleghi, al regista, agli attori, ai consensi e al calore del pubblico, che ha amato tanto questa serie - ma è giusto metterci un punto fermo».

A fronte del successo sancito dagli ascolti, dall'affetto dei telespettatori, chi decide che è arrivato il momento di mettere la parola "fine"?

«Non nego che in tanti vorrebbero continuare, ma altrettanti, come la stessa Vanessa Scalera, preferiscono smettere. Io sono d'accordo con lei. Prima o poi arriva il momento di guardare ad altro e bisogna cogliere il segnale».

Uno sceneggiatore si libera mai di un personaggio con cui ha convissuto così a lungo?

«No, non ci si libera mai dei personaggi: ad esempio Stefano Nardini, interpretato da Valerio Mastandrea nel film "Non pensarci", ancora è qui accanto a me, e sono passati quasi vent'anni. Sarà così anche per Imma, l'avrò vicina per tutta la vita».

Si volta pagina dunque e... che cosa si trova prossimamente nell'agenda di Michele Pellegrini?

«Abbiamo citato Mastandrea e proprio il prossimo step sarà l'uscita al cinema in autunno, o al massimo entro la fine dell'anno, del nuovo film di Gianni Zanasi con Valerio, Michele Riondino e Valentina Lodovini, peraltro mia compagna di studi al Centro Sperimentale. Si tratta di una commedia che s'intitola “È andata così”, che mi sembra davvero una bella pellicola. E sempre entro il 2026 dovrebbe uscire una serie televisiva per Netflix, che ho scritto interamente io e segna il mio debutto con questa piattaforma: racconta di un imprenditore che costruisce volanti. È interpretata da Luca Zingaretti ed è ambientata in Emilia Romagna. Sono sei puntate tratte da un film spagnolo “Il capo perfetto”, manteniamo il titolo ma i contenuti sono tutti reinventati. Una particolarità è che i registi sono Roan Johnson, pisano, e Niccolò Falsetti, grossetano. Ed infine il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, il terzo che faccio con loro dopo “Odio l'estate” e “Il grande giorno”. Le riprese dovrebbero iniziare a giugno, è la storia di un viaggio, sarà girato in varie parti della penisola e dovrebbe essere il film di Natale 2026».

E questo è un po' il "già fatto", l'imminente. Ma nel futuro non mancheranno altri progetti?

«In effetti è così, ma per adesso non si possono anticipare». 

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