Il Tirreno

Le indagini

Piombino, il caso Giorgi resta un giallo: nell’appartamento recuperato anche il lobo dell’orecchio staccato

di Luca Balestri
I rilievi dei carabinieri (foto Manzini) e Giorgi
I rilievi dei carabinieri (foto Manzini) e Giorgi

Il trentunenne è stato trovato morto nella sua abitazione: gli accertamenti vanno avanti nel massimo riserbo, solo l’esame autoptico potrà fornire risposte

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PIOMBINO. Continuano le indagini sulla morte di Mattia Giorgi, il 31enne che giovedì mattina, 26 marzo, è stato trovato senza vita all’interno del suo appartamento, al primo piano, in via Dalmazia, dove risiedeva da pochi mesi. Per chiarire il motivo della morte del giovane uomo è attesa l’autopsia, che potrebbe tenersi già tra due giorni, martedì. La salma si trova in questo momento all’obitorio di Livorno, dove è stata trasportata giovedì stesso. Tutte le piste sono al momento aperte, dal malore fino all’ipotesi di morte violenta.

Il fatto

Disteso sul pavimento, circondato dai suoi cani, tre Amstaff che girovagavano ancora nell’appartamento, è stato il padre di Mattia, che non sentiva il figlio da due giorni, a trovare il corpo esanime quando preoccupato si è recato a cercarlo, insieme ai carabinieri della stazione di Piombino.

Secondo quanto raccolto finora, nell’appartamento di via Dalmazia sarebbero state rilevate tracce di sangue e l’uomo sarebbe stato trovato con ferite al volto e con il lobo di un orecchio staccato, poi ritrovato all’interno dell’abitazione. I militari del reparto investigazioni scientifiche hanno lavorato a lungo all’interno dell’appartamento, dove nel frattempo erano stati recuperati e messi in sicurezza i cani. Giovedì, le indagini si sono svolte nel più stretto riserbo, nonostante per tutta la giornata parenti e amici, scossi dalla notizia, abbiano trascorso la giornata nei pressi dell’abitazione di Mattia.

Le ipotesi

Le tracce di sangue, le ferite al volto e l’orecchio senza lobo, sono tutti elementi che gli investigatori dovranno tenere in considerazione e approfondire per fugare ogni dubbio rispetto a come Giorgi sia deceduto. Nel momento del ritrovamento del cadavere, non sarebbero stati riscontrati segni evidenti e inequivocabili di violenza commessa da terzi. C’è molto cautela, dunque, sull’ipotesi che possa essersi trattato di un omicidio, ipotesi ritenuta poco probabile, sebbene tutte le piste restino ancora al vaglio degli investigatori. Risposte più precise potrà darle l’esame autoptico, che dovrebbe tenersi a Livorno, nella giornata di martedì.

Le indagini

Intanto gli inquirenti si sono messi all’opera per ricostruire nel modo più preciso possibile le ultime ore di vita del 31enne. Per questo, fin dalla mattina di giovedì, i carabinieri hanno raccolto testimonianze di amici e parenti della vittima, con l’obiettivo di chiarire frequentazioni, contatti e il contesto in cui si muoveva il ragazzo. Se negli ultimi giorni aveva avuto problemi con qualcuno, se aveva ricevuto delle minacce. Sempre nel massimo riserbo, il lavoro degli investigatori è a tutto campo. L’obiettivo è dare una risposta su come il giovane sia morto, oltre che sulle tempistiche della tragedia.

L’addio

Una certezza, l’unica, al momento c’è: la tragedia che si è consumata in via Dalmazia ha scosso fortemente la comunità piombinese, soprattutto le tante persone che volevano bene a Mattia. Amici e parenti seguito hanno le operazioni ai piedi dell’appartamento messo sotto sequestro dalla Procura. Stretti dal dolore più grande che si possa subire: la perdita di un figlio, di un fratello, di un amico. Giorgi era conosciuto in città. Figlio di un noto imprenditore, amava i cani e sognava di gestire un allevamento di Amstaff. 

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