Il Tirreno

Versilia

Il caso

Versilia, banda di incappucciati lo minaccia mentre sta tornando a casa di notte

di Roy Lepore

	Giovanni Croce
Giovanni Croce

Massarosa, la disavventura di un 23enne residente in provincia di Pisa: «Ho avuto paura, ma sono riuscito a fuggire»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSAROSA. Una brutta disavventura, e solo fortunatamente niente di più. Ma per Giovanni Croce, studente di 23 anni della facoltà di ingegneria edile a Pisa, quella vissuta alcune sere fa è stata davvero una notte da incubo: accerchiato, mentre tornava a casa, da un gruppo di persone incappucciate nel bel mezzo della notte.

Residente a San Giuliano Terme, Croce è solito trascorrere l’estate in una casa a Viareggio. L’episodio che l’ha visto protagonista è avvenuto alcune sere fa, tra il 20 e il 21 agosto, quando intorno alle 3-3,30 del mattino stava tornando da Marlia, a Lucca, dove aveva festeggiato un compleanno con alcuni amici. «A bordo della mia auto, da solo, stavo percorrendo il monte Quiesa – racconta – quando poi mi sono immesso sulla strada provinciale che costeggia il lago di Massaciuccoli. Quando sono arrivato in prossimità del cimitero di Massarosa ho notato però distante una luce che man mano che mi avvicinavo diventava sempre più potente».

A quel punto il giovane ha cercato di capire chi era la persona che aveva di fronte a volto scoperto e che «continuava ad illuminarmi in volto per cercare di farmi fermare. Fatta una parte della curva c'era un'auto ferma in mezzo alla strada che mi ha bloccato». È in quel momento che avviene l’episodio che l’ha atterrito. «Sono scese quattro persone, tre uomini e una donna presumo, dato che una figura aveva i capelli lunghi. Erano tutti incappucciati. Non mi sono perso d'animo, anche se ero spaventato. Ho fatto marcia indietro per cercare di allontanarmi il prima possibile ed evitare che mi raggiungessero. A piedi si dirigevano verso di me, ma ce l'ho fatta in qualche modo ad allontanarmi in auto. Mi sono fermato e attraverso Google Maps ho cercato di capire che strada potevo fare per arrivare a Viareggio. Mentre ero fermo – prosegue Croce – mi si è presentata ancora di fronte la stessa persona con la torcia. Ce l'ho fatta ad allontanarmi di nuovo – conclude – e con il cuore in gola sono arrivato a casa a Viareggio».

Il 23enne non è andato subito a denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, a cui si è rivolto solo due giorni dopo. «Consigliato dai miei famigliari sono andato in commissariato – spiega – e ho capito di aver sbagliato, perché queste cose vanno denunciate subito. Quando meno te lo aspetti si verificano episodi come questo che stanno a dimostrare che ci sono persone in giro la notte alla ricerca di vittime da aggredire e derubare. A me è andata bene – ammette Croce – ma sarebbe potuta finire certamente in tutt'altro modo. A questo punto confido nelle indagini della polizia. È bene avere messo al corrente l'opinione pubblica di questo episodio perché soprattutto di notte è doveroso essere prudenti per evitare brutte sorprese».


 

Sabato sport
Serie A

Pisa-Roma, è la notte dell’Arena: Gila sfida il maestro – Le formazioni ufficiali / Diretta

Estate