Lavoro, Calderone: "Salario giusto senza limiti a contrattazione"
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Roma, 23 mag. (Adnkronos/Labitalia) - "Il decreto primo maggio del 2026 introduce il concetto del salario giusto. Non abbiamo vouto porre limiti alla contrattazione, abbiamo individuato un percorso e un parametro. Il salario minimo, invece, lo dice la parola stessa, è minimo. Nel momento in cui abbiamo abbiamo affermato il concetto importante che un Paese come l'Italia ha un livello di copertura della contrattazione collettiva così importante non si può pensare di mortificare tutto questo percorso introducendo un salario minimo per legge". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Marina Calderone, dal palco del Festival del lavoro. "E' importante portare tante donne al bordo -ha continuato-, sta aumentando l'occupazione femminile ma dobbiamo colmare il differenziale che ci vede lontano dalla media europea. Per farlo dobbiamo creare servizi di qualità per la conciliazione vita familiare. Che però non è solo un tema per donne, altrimenti continuiamo a fare un passo indietro. Si deve investire sulla conciliazione famigliare e sulla condivisione dei ruoli". "Gli emendamenti sono circa 500. Li stiamo esaminando tutti, ci stiamo lavorando. L'intervento fatto già di per sé è molto ma molto significativo e molto importante. Poi valutiamo gli emendamenti, ovviamente tenendo conto di quello che deve essere poi l'assetto complessivo della norma". "Io credo che la norma così come il decreto legge 62 -ha continuato- abbia già dato delle risposte molto importanti in termini ovviamente di scelta anche sul riferimento al salario giusto come strumento per garantire quelle retribuzioni che valorizzino tutti quelli che sono gli aspetti importanti di una contrattazione collettiva. Scegliere di ancorare al salario giusto gli incentivi pubblici, così come ha detto la presidente Meloni qui nel suo video di apertura, è importante perché è un segnale che il governo vuole dare in termini anche di coerenza con quello che è stato tutto il nostro percorso. Noi abbiamo sempre detto che il salario minimo per noi non era la risposta perché guardavamo alla contrattazione collettiva, alla contrattazione collettiva di qualità". "Per noi è importante ovviamente portare a compimento la riforma. Sono riforme complesse, interessano categorie che hanno un peso importante per quello che è il supporto e l'apporto che portano al nostro Paese, alle imprese e ai lavoratori. Quindi certamente c'è il massimo impegno del governo, ma io credo anche di tutta la maggioranza parlamentare, per arrivare alla conclusione del percorso, per poi dare l'avvio ovviamente alla fase invece di scrittura e di presentazione dei decreti legislativi". "Per il momento -ha continuato- posso dire di non essere preoccupata sui tempi e invece di essere molto fiduciosa del percorso parlamentare che stiamo portando avanti, sia per quanto riguarda il disegno di legge di riforma dell'avvocatura, che per quanto riguarda il disegno di legge, certamente molto più complesso perché riguarda ben 15 categorie professionali, che è quello generale. Però le professioni italiane hanno un ruolo importante, meritano un'attenzione, dei provvedimenti altrettanto importanti", ha rimarcato. "La stagione delle riforme in materia di professioni si era fermata nel 2012 con il Dpr 137. Era giusto, dal nostro punto di vista, tener conto che quando svolgi un servizio al Paese devi avere anche la giusta attenzione, ma soprattutto anche la giusta regolamentazione che non può non tener conto di quanto stia cambiando il mondo del lavoro e conseguentemente anche di quali siano le sfide, soprattutto per i professionisti. Oggi si è parlato di intelligenza artificiale, innovazione tecnologica. Tutto questo ovviamente non può non interessare anche categorie professionali così importanti", ha concluso.
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