Il Tirreno

Toscana

L’approfondimento

Maltempo in Toscana, a Sinalunga è stato un tornado a uccidere Giuliana Cassioli: le immagini, i danni e la scoperta della figlia

di Tommaso Silvi

	Il tornado e i danni a Sinalunga (Foto da Fb: Centro Meteo Toscana)
Il tornado e i danni a Sinalunga (Foto da Fb: Centro Meteo Toscana)

La ricostruzione del Centro Meteo Toscana conferma che la violenta tromba d’aria che ha colpito la Valdichiana è stata un tornado di categoria F1, un fenomeno raro ma sempre più legato all’estremizzazione del clima. Sinalunga fa i conti con una devastazione improvvisa, mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia della donna e alle testimonianze che hanno permesso di chiarire la dinamica dell’accaduto

5 MINUTI DI LETTURA





I danni sono stati parecchi. Allagamenti, grandinate, colpi di vento. Ma l’ondata di maltempo di giovedì 10 settembre in Toscana ha portato anche un vero e proprio tornado. Che ha causato anche una vittima. Il giorno dopo i temporali e i fenomeni estremi arriva un approfondimento su quanto accaduto in una zona specifica della Toscana. A Sinalunga, in provincia di Siena. Dove in un attimo, nel pomeriggio di giovedì 10 settembre, si è scatenato davvero l’inferno. Ma andiamo con ordine. 

Nella morsa del maltempo

Raffiche di vento, piogge intense e fenomeni estremi – come accennato in precedenza – hanno colpito varie zone della Toscana nella giornata del 10 settembre. Tra queste anche la Valdichiana, dove Sinalunga ha vissuto uno dei momenti più drammatici della sua storia recente: una violenta tempesta di vento ha causato la morte di Giuliana Cassioli, 82 anni, sorpresa dal peggioramento del tempo mentre si trovava nella sua abitazione. Secondo la ricostruzione, la donna si era avvicinata alla finestra per chiudere le imposte nel tentativo di proteggere la casa dal vento. In quei minuti, la furia delle raffiche ha fatto sbattere violentemente l’anta contro il vetro: un frammento, staccatosi con forza, l’ha colpita alla gamba recidendo una vena. La perdita di sangue è stata rapidissima e, nonostante l’arrivo dei soccorsi allertati dalla figlia, non c’è stato nulla da fare. La comunità è sconvolta. «I tetti si riparano, le macchine si aggiustano, ma quello che è successo alla signora non è giusto», ripetono i residenti, ancora increduli davanti a un evento che ha lasciato dietro di sé alberi sradicati, lampioni divelti, finestre esplose e case danneggiate. Quindici minuti di devastazione.

L’analisi del Centro Meteo Toscana: «Non un downburst, ma un tornado F1»

Nella giornata di venerdì 11 settembre, il Centro Meteo Toscana ha analizzato le immagini, i dati radar e le testimonianze raccolte sul territorio. La conclusione è netta: quello che ha colpito Sinalunga non è stato un downburst, ma un tornado classificato come F1. Una valutazione che cambia completamente la lettura dell’evento. Il Cmt spiega che si tratta di un fenomeno raro per la Toscana, ma non più eccezionale come un tempo: «L’episodio conferma l’estremizzazione crescente dei fenomeni atmosferici nella nostra regione», sottolineano dal Cmt. Il tornado ha percorso una breve distanza, ma con una potenza sufficiente a generare danni significativi. Il Centro Meteo Toscana ricorda inoltre che Estofex, il servizio europeo che monitora i fenomeni severi, aveva emesso un’allerta di livello 3 per la giornata: un segnale che, sempre più spesso, anticipa episodi di forte impatto.

Come si classifica la potenza di un tornado

La classificazione dei tornado non si basa sulla misurazione diretta del vento – che nella maggior parte dei casi è impossibile – ma sull’analisi dei danni provocati dal vortice. È questo il principio alla base della scala Fujita, introdotta nel 1971 dal meteorologo Tetsuya Theodore Fujita e oggi utilizzata nella versione aggiornata Enhanced Fujita (EF) negli Stati Uniti e in molti paesi occidentali. Secondo le linee guida del National Weather Service e della NOAA, gli esperti valutano una serie di “indicatori di danno” (Damage Indicators, DI) come abitazioni, alberi, strutture agricole, tralicci, veicoli e infrastrutture. Per ciascun indicatore viene stimato il livello di distruzione (Degree of Damage, DoD), che permette di ricavare una velocità del vento stimata e quindi la categoria del tornado. Nella classificazione tradizionale, un tornado F1 – come quello di Sinalunga, che è stato immortalato in tutta la sua potenza anche da alcuni cittadini e automobilisti che hanno assistito al suo passaggio – è associato a danni moderati: tetti parzialmente scoperchiati, alberi spezzati, roulotte ribaltate, strutture leggere danneggiate. Le categorie crescono fino a F5, che rappresenta la distruzione catastrofica con edifici completamente rasi al suolo e oggetti pesanti scagliati a grande distanza. La logica è sempre la stessa: non si misura il vento, si misura ciò che il vento ha fatto. È un metodo riconosciuto a livello internazionale perché consente di classificare anche i tornado che non sono stati osservati direttamente o registrati da strumenti.

Downburst e tornado: cosa li distingue davvero

Secondo le linee guida del National Weather Service e della NOAA, la differenza tra tornado e downburst riguarda soprattutto la dinamica del vento. Il tornado è un vortice rotante che scende dalla base di un temporale e tocca il suolo, generando una circolazione concentrica che produce danni lungo una traiettoria stretta e definita. Il downburst, invece, è l’opposto: non c’è rotazione, ma una colonna d’aria fredda che precipita verso il terreno e si espande in tutte le direzioni una volta impattato il suolo. Questo provoca danni radiali, spesso più estesi ma con un pattern completamente diverso. In sintesi: il tornado “aspira e ruota”, il downburst “cade e si apre come un ventaglio”. Per questo motivo, gli esperti analizzano l’orientamento degli alberi caduti, la direzione dei detriti e la distribuzione dei danni per stabilire quale dei due fenomeni si sia verificato.

Una vittima e una città ferita

La morte di Giuliana Cassioli è il bilancio più tragico di questa ondata di maltempo in Toscana. La figlia, arrivata per controllare che la madre stesse bene, l’ha trovata ormai priva di vita. Una scena che ha scosso profondamente l’intera comunità, compreso il sindaco Edo Zacchei, che conosceva la donna e ha parlato di «evento assurdo e improvviso, difficile da accettare». Intanto Sinalunga conta i danni: tetti scoperchiati, alberi caduti, strutture pubbliche danneggiate. Le immagini circolate sul web mostrano con chiarezza la violenza del vortice che ha attraversato la città.

Un segnale della nuova normalità climatica

Il tornado di Sinalunga si inserisce in un quadro più ampio: la serie di fenomeni estremi che negli ultimi anni stanno interessando la Toscana, dal maltempo improvviso alle grandinate violente, fino ai venti di burrasca che colpiscono aree solitamente meno esposte. Il Centro Meteo Toscana ribadisce che episodi come questo, pur rari, non possono più essere considerati eccezioni isolate. L’atmosfera più calda, l’umidità elevata e le condizioni dinamiche favorevoli possono generare vortici anche in zone dove un tempo erano quasi impensabili.

Una comunità che prova a ripartire

Mentre proseguono le verifiche tecniche e la conta dei danni, Sinalunga si stringe attorno alla famiglia di Giuliana. La tragedia ha lasciato un segno profondo, trasformando un evento meteorologico in una ferita umana difficile da rimarginare. La città, però, prova a rialzarsi. I lavori di ripristino sono già iniziati e le istituzioni locali stanno monitorando la situazione per garantire sicurezza e assistenza ai residenti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’approfondimento

Maltempo in Toscana, a Sinalunga è stato un tornado a uccidere Giuliana Cassioli: le immagini, i danni e la scoperta della figlia

di Tommaso Silvi
Turismo: le nostre guide