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Femminicidio a Firenze, il dolore della mamma di Lorena: «Tutto è iniziato da quel 7 agosto...»

di Redazione Firenze

	Lorena Isceri
Lorena Isceri

La rivelazione in tv: lei scoprì l’ennesimo tradimento e lo lasciò. La madre di Lorena ricostruisce la fine della relazione con Federico Vella e il momento in cui la figlia avrebbe iniziato ad avere paura: «La decisione di lasciarlo l’aveva già presa»

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FIRENZE. «Mia figlia ha chiesto aiuto a specialisti prima di prendere la decisione definitiva della denuncia». Antonia Argentiero, la madre di Lorena Isceri, parte da qui. «Non è stata una sprovveduta». Lorena aveva già lasciato Federico Vella e, racconta la madre, provò ancora a capire come uscire da quella relazione senza distruggerlo. «Lui insisteva, insisteva, insisteva. E gli ha voluto offrire quest’ultima chance perché non riusciva a capire che problemi avesse: passava dall’essere un uomo meraviglioso ad essere un animale».

L’incontro con lo specialista assume un significato diverso rispetto alla semplice “terapia di coppia” raccontata nei giorni scorsi. «È andata dallo psichiatra non per riappacificarsi, ma per sapere come lasciarlo e se arrivare alla denuncia o meno», dice Antonia con il marito Franco in tv a “Dentro la notizia” su Canale 5. «Non lo voleva denunciare perché si dispiaceva per lui. È logico che l’amore ci fosse, ma la decisione l’aveva già presa».

La madre colloca un giorno preciso all’inizio della paura vera: «Dal 7 agosto, quando ha lasciato definitivamente la casa di Federico». I due erano tornati dal viaggio in Grecia. Lorena aveva scoperto un altro episodio di tradimento che aveva incrinato il rapporto e la rottura era diventata definitiva.

Poi c’è ciò che Antonia dice di aver saputo dalla figlia sul colloquio. Vella, racconta, avrebbe puntato il dito contro Lorena davanti al medico. «Lo psichiatra ha detto: “Si calmi o chiamo i carabinieri”». E ancora: «Si sentiva smascherato. Il fatto che venisse alla luce la sua personalità lo ha sconvolto». Vella avrebbe accusato il professionista di essere stato pagato da Lorena per separarli. «Sei pagato per farci lasciare», gli avrebbe detto prima di essere allontanato dallo studio. Lo specialista di quell’incontro, allo stato, non può essere identificato con certezza con lo psichiatra che seguiva Vella circa quindici anni e che nei giorni scorsi ha raccontato al Tg1 di averlo visto relativamente tranquillo e senza segnali di pericolosità.

Gli investigatori continuano intanto a lavorare sui quattro telefoni sequestrati. Due sarebbero stati trovati vicino ai corpi e due nell’auto. È stata copiata anche la memoria del cellulare di Antonia, alla ricerca dei messaggi dei giorni precedenti. Restano da verificare altri episodi raccontati alla polizia: Vella che si sarebbe gettato davanti al Suv per impedire a Lorena di andare via e la sua presenza, nei giorni precedenti, vicino al garage di via Panciatichi.

Un vicino lo aveva inoltre incontrato la mattina del 3 settembre: Vella era in ferie in quei primi giorni del mese. Non risultano elementi per sostenere che avesse preso appositamente una settimana libera per preparare il delitto. Antonia parla anche dei genitori di Federico. «Siccome abbiamo la certezza che questo ragazzo aveva la capacità di mentire a spada tratta, non mi sento di dire niente a questi poveri genitori».

A Squinzano, dove mercoledì si sono celebrati i funerali, il Comune ha avviato l’iter per intitolare a Lorena uno spazio pubblico o una strada, previa autorizzazione della prefettura. Palazzo dell’Orologio e villa Cleopazzo resteranno illuminati di rosso per tutto settembre. Stasera alle 20.30 partirà da via De Pietro, davanti alla casa degli Isceri, la fiaccolata diretta alla panchina rossa di piazza Vittoria.

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