Sacchi nei tombini per provocare gli allagamenti: la scoperta choc in Toscana nei giorni del maltempo
Il caso a Serravalle pistoiese: «Se nessuno si fosse accorto di questo fatto i ritagli di sacco nero di plastica avrebbero provocato un danno considerevole a tutte le abitazioni della zona perché l'acqua non sarebbe potuta defluire in nessun modo»
SERRAVALLE. Sembra proprio un atto di sabotaggio quello avvenuto mercoledì 9 settembre fa in via San Biagio a Casalguidi, proprio nel tratto di strada cittadino che in questi giorni è interessato dal cantiere allestito per ristrutturare la tombatura fatta a suo tempo del fosso San Biagio che scorre sotto la strada.
Grate sollevate e sacchi di plastica nei tombini
Approfittando dell'oscurità, ignoti hanno sollevato le grate dei tombini mettendo al loro interno dei sacchetti di plastica tagliati a misura, con l'evidente intento di provocare l'allagamento non solo di quel tratto di strada ma anche di tutte le abitazioni poste a piano terra. Questa eventualità sarebbe stata tutt'altro che remota se l'allerta arancione diramata per ieri in provincia di Pistoia avesse mantenuto le infauste promesse della vigilia.
L’intervento tempestivo degli operai
«Fortunatamente non è stato così – ha detto l'assessore ai lavori pubblici di Serravalle Alessio Gargini – ma, anche se la pioggia fosse stata più intensa, la grande professionalità dei dipendenti della ditta che ha l'appalto dei lavori avrebbe evitato comunque il peggio perché, da un'occhiata alle lavorazioni effettuate in precedenza, hanno compreso che qualcuno aveva messo mano ai tombini». Per compiere quest'atto insensato, gli autori hanno in primo luogo rimosso i sifoni che servono per regolamentare il deflusso delle acque meteoriche, contribuendo anche alla riduzione dei cattivi odori provenienti dalla fognatura sottostante. Da una prima ricognizione, sembra che chi si è reso protagonista di questa spregevole azione abbia delle competenze e delle conoscenze specifiche per quanto riguarda proprio i lavori stradali. Questo perché una persona estranea a questo settore non avrebbe mai pensato di asportare i sifoni che sono elementi di una componentistica tecnica conosciuti solo dagli addetti ai lavori.
Un gesto deliberato per creare danni
«Se nessuno si fosse accorto di questo fatto – prosegue l’assessore – i ritagli di sacco nero di plastica avrebbero provocato un danno considerevole a tutte le abitazioni della zona perché l'acqua non sarebbe potuta defluire in nessun modo. È inoltre evidente che chi ha compiuto quest'atto lo abbia fatto con lo scopo deliberato di mettere in cattiva luce l'amministrazione comunale che tuttavia non si farà mai intimidire da gesti di un simile squallore».
Un precedente e la preoccupazione del Comune
Quanto accaduto a Casalguidi non è tuttavia un episodio isolato: si tratta infatti del secondo atto intimidatorio ai danni di un cantiere pubblico, dopo l’inserimento di sacchi di sabbia nelle condotte delle acque meteoriche avvenuto lo scorso anno in un altro tratto di via San Biagio. «È inaccettabile che si arrivi a colpire infrastrutture pensate per la tutela e la sicurezza della cittadinanza», dice ancora l’assessore ai lavori pubblici. «Siamo di fronte a un comportamento irresponsabile che mette in pericolo i beni e l'incolumità dei residenti – conclude – difficile pensare a una matrice meramente vandalica quando la sistematicità di questi interventi suggerisce una precisa volontà di creare un danno pubblico. Stiamo valutando, insieme agli uffici competenti, di formalizzare una nuova denuncia ai carabinieri, convinti che chiunque stia dietro a queste azioni debba risponderne nelle sedi opportune».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
