Estate e regole
Confcommercio alla svolta storica in Toscana: via gli sfiduciati Cursano e Marinoni
Il no al bilancio 2025 da parte di sei associazioni interprovinciali su sette
Le poltrone non sono fatte per essere occupate a vita. Anche in Confcommercio. Per quanto riguarda i vertici toscani si avvicina una svolta storica, con il presidente Aldo Cursano e il direttore generale Franco Marinoni pronti a gettare la spugna.
La decisione di farsi da parte, però, non è loro. I due sono costretti a farlo dalla sfiducia che gli è stata manifestata dalla quasi unanimità della struttura toscana di Confcommercio. Ad esprimere contrarietà rispetto all’eventuale prosecuzione della loro esperienza in ruoli apicali dentro Confcommercio, sono state sei associazioni provinciali su sette, e cioè quelle di Grosseto, Lucca-Massa Carrara, Pisa-Livorno, Pistoia-Prato e Siena. L’unica associazione provinciale che si è chiamata fuori dal fronte è ovviamente quella di Firenze-Arezzo, la federazione interprovinciale di cui Cursano è presidente e Marinoni direttore.
Lo stop ai due è perentorio, dal momento che si è addirittura concretizzato con la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2025, da dove, secondo alcuni dei principali accusatori della coppia Marinoni-Cursano, emergerebbero criticità contabili e amministrative tali da far intravedere un disequilibrio di determinati fondi regionali a favore della struttura fiorentina di Confcommercio.
Nel caso di Aldo Cursano non si parla di dimissioni, si tratterebbe tecnicamente di un mancato rinnovo, visto che il suo mandato scade il prossimo settembre. Classe 1963, attivo imprenditorialmente nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi di Firenze da molti anni, fu eletto nuovo presidente di Confcommercio Toscana il 14 settembre 2021 e prese il posto di Anna Lapini. Dal 2018 è anche presidente provinciale della Confcommercio fiorentina e vicepresidente vicario nazionale della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi. «Sarò – commentò Cursano subito dopo l’elezione – un presidente che aggrega e non che divide, perché è con il gioco di squadra che si raggiungono i risultati migliori».
Per Marinoni, invece, essendo un direttore generale, il quadro è diverso: dovrà rassegnare le dimissioni. Un passaggio sicuramente traumatico, dal momento che da anni è lui la Confcommercio in quasi tutta la Toscana. Laureato in Giurisprudenza, in pensione già da tre anni, compirà 70 anni il prossimo giugno ed è in modo continuativo il direttore generale di Confcommercio Toscana dal novembre 2013. Inoltre, è anche amministratore delegato di Centro Fidi, l’organismo creditizio del sistema Confcommercio toscano, e recentemente, lo scorso giugno, è stato nominato pure vice presidente della Ssati (Scuola di Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali di Firenze). Un’era, quella che sta per chiudersi e che era contraddistinta dalla presenza di Marinoni.
Per i primi giorni del mese di settembre sono attesi i nuovi vertici toscani di Confcommercio.
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