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Carburanti, in Toscana prezzi alle stelle per diesel e benzina: sulle vacanze si scatena la tempesta perfetta

di Matteo Scardigli

	Carburanti: prezzi alla stelle in Toscana per diesel e benzina (foto d'archivio)
Carburanti: prezzi alla stelle in Toscana per diesel e benzina (foto d'archivio)

Faib, distributori con le mani legate: «Bisogna impedire le speculazioni delle grandi compagnie»

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Altro che fantozziana “nuvola dell’impiegato”, quella che incombe sulle vacanze degli automobilisti è una tempesta perfetta. Ieri (22 luglio) Brent a 94 dollari, quotazione della benzina al massimo dal 21 maggio, quotazione del gasolio al massimo dal 29 aprile; alla pompa “verde” a 1,96 euro/litro, al massimo dal 28 maggio, diesel a 2,14 euro/litro, al massimo dal 15 aprile. Il Codacons ci mette il carico: il prezzo medio del gasolio sfonda la soglia psicologica dei 2,2 euro/litro in autostrada. Ieri a 2,213, un record storico.

A dare la misura del divario è invece l’Unione energie per la mobilità (Unem), che riunisce e rappresenta da oltre 70 anni le principali Aziende che operano in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi, di prodotti energetici low carbon, tra cui i biocarburanti e gli e- fuel: a giugno 2026 le vendite al mercato dei prodotti petroliferi avevano mostrato una sostanziale tenuta attestandosi a poco più di 4,3 milioni di tonnellate, con un calo dello 0,4% rispetto allo stesso mese del 2025 (-16.000 tonnellate). A sostenere i consumi è stato il buon andamento dei prodotti destinati alla mobilità, che complessivamente hanno segnato un +1,8% (+64.000 tonnellate). La mobilità è stata favorita anche dalla discesa dei prezzi alla pompa, diminuiti nel mese tra i 14 e i 15 centesimi/litro.

Guai a dire “isola felice”, piuttosto una magra consolazione, la Toscana si colloca nella parte bassa della classifica delle regioni italiane per prezzo medio (fonte: ministero delle Imprese e del Made in Italy). Non esattamente un merito secondo Federico Valacchi, che dal dicembre 2022 è alla guida della federazione autonoma italiana benzinai (Faib Confesercenti) dell’area fiorentina e dal settembre 2025 di quella toscana. «Il prezzo finale alla pompa viene determinato dalle grandi compagnie (anche nelle differenze tra zona e zona: si chiama trading area, ha a che fare con la conformazione del territorio e la presenza di concorrenza), noi siamo in balìa delle onde con le mani legate. Capiamoci: per noi più basso è e maggiore è il guadagno», premette, e spiega: «Le compagnie ci danno il prezzo d’acquisto e quello di vendita. E sul secondo paghiamo 63 centesimi/litro. Più Iva, per altro al 22». Una stortura secondo lui, la prima di una lunga serie.

«Noi ci riforniamo in vista dell’esaurimento delle nostre scorte e compriamo, al prezzo aggiornato e obbligato, quello che le compagnie hanno invece acquistato prima, quando il Brent è più conveniente», aggiunge Valacchi, misurando a spanne quella che senza mezzi termini chiama speculazione: «Quando sono state tolte le accise, tempo dieci giorni-due settimane sui cartelloni sono tornati i valori del periodo precedente». È la seconda stortura, forse la più grande, su cui «il governo deve vigilare».

Ma ce n’è una terza, sempre a suo dire, ed è costituita dai supermercati. «I privati, le “pompe bianche”, ancora hanno margine ma la situazione internazionale è quella che è ed è la stessa che riguarda anche noi: è tutto meno che una bolla. Ma la grande distribuzione, quella sì, è un problema», continua il presidente Faib, sparando ad alzo zero: «I supermercati che gestiscono distributori si possono permettere di scendere con i prezzi perché ammortizzano rialzando i prodotti sullo scaffale: benzina e diesel sono una leva per fidelizzare il cliente».

Il mercato è cambiato, e anche l’automobilista. «A parte il mezzo di chi ci lavora, con il gasolio, la macchina diesel sta piano piano scomparendo: non conviene più comprarne una rispetto a un’altra a benzina», constata Valacchi, che infine confessa: «Adesso “tirano” le ibride, ne ho presa una anch’io un paio di anni fa».

In questo contesto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la presentazione della misura del Dpcm Automotive dedicata al programma di noleggio sociale a lungo termine di autoveicoli a basse emissioni ha anticipato che «ci fosse la necessità siamo pronti a incrementare ulteriormente le risorse con la prossima legge di bilancio». Mentre il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, commentando il recente via libera al decreto attuativo per sbloccare 300 milioni di euro destinati al credito d’imposta per il caro-gasolio, ha commentato: «Dal governo risposte concrete per gli autotrasportatori».

Per gli automobilisti vacanzieri, invece, non resta che la ricerca del distributore più conveniente. Lo strumento a disposizione è sempre lo stesso: l’Osservaprezzi carburanti del Mimit.


 

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