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Autovelox, in Toscana 143 impianti sotto osservazione: la lista dei Comuni coinvolti dal decreto del ministero

di Redazione web

	Un autovelox in Toscana 
Un autovelox in Toscana 

Potrebbero richiedere controlli aggiuntivi alla luce del nuovo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrato in vigore il 12 luglio

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In Toscana sono 143 gli autovelox che potrebbero richiedere controlli aggiuntivi alla luce del nuovo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrato in vigore il 12 luglio. Il numero emerge dal censimento nazionale pubblicato dal ministero, che ordina i dispositivi in base alla data del decreto di approvazione: tutti quelli antecedenti al 13 giugno 2017, la data spartiacque della nuova normativa, finiscono automaticamente sotto osservazione. La cifra va però interpretata con cautela: molti di quei dispositivi potrebbero non essere più attivi e, soprattutto, il censimento ministeriale presenta lacune che rendono complessa l’identificazione puntuale delle postazioni.

Censimento incompleto: perché è difficile capire quali autovelox sono coinvolti

La mappa nazionale dei dispositivi non è omogenea. Alcuni enti hanno indicato il Comune, altri solo il comando di polizia locale, altri ancora il codice catastale. In diversi casi mancano informazioni essenziali come strada, chilometro o denominazione del dispositivo. Una situazione che riflette anni di approvazioni prive di un quadro tecnico uniforme: gli autovelox sono stati approvati, ma non omologati. Il decreto prova a mettere ordine, ma restano diversi nodi interpretativi.

Un passaggio significativo riguarda la bozza iniziale del decreto: prevedeva la disattivazione automatica dei dispositivi non omologati. Nel testo definitivo questa clausola è scomparsa, aprendo la strada a un possibile aumento del contenzioso.

La data chiave

Il nuovo decreto del Mit introduce per la prima volta una disciplina organica su omologazione, taratura e verifiche di funzionalità dei dispositivi di controllo della velocità. La data di riferimento è il 13 giugno 2017, quando entrò in vigore il decreto ministeriale 282, che definiva le procedure di approvazione degli autovelox. Gli apparecchi approvati prima di quella data non godono dell’omologazione automatica: i costruttori dovranno presentare una richiesta specifica seguendo la nuova procedura. Per quelli approvati dopo, invece, il percorso è semplificato. L’omologazione definisce prima le caratteristiche tecniche e poi verifica che il prototipo le rispetti; l’approvazione valuta il singolo dispositivo senza una disciplina tecnica preventiva. Il nuovo decreto mira a colmare questo vuoto, ma lascia aperte molte questioni legate ai procedimenti già in corso e alle contestazioni future.

La distribuzione degli autovelox in Toscana

I 143 dispositivi approvati prima del 13 giugno 2017 risultano distribuiti in tutte le province. Tra i Comuni con più postazioni figurano:

  • Firenze
  • Lucca
  • Pisa
  • Livorno
  • Viareggio
  • Grosseto
  • Pistoia
  • Pontremoli
  • San Vincenzo
  • Scandicci
  • Impruneta
  • Pontassieve
  • Reggello
  • Pelago
  • Camaiore
  • Capannori
  • Pietrasanta
  • Rosignano Marittimo
  • Bibbona
  • Monte San Savino

Le postazioni si trovano soprattutto lungo statali, regionali, provinciali e sulle principali arterie urbane. In molti casi, però, il censimento non indica con precisione la strada o il chilometro.

Cosa succede ora

Il censimento del Mit è solo un punto di partenza. Per ogni dispositivo sarà necessario verificare:

  • documentazione tecnica
  • decreti di approvazione
  • eventuali aggiornamenti
  • conformità alla nuova disciplina

Solo dopo questo lavoro sarà possibile stabilire quali autovelox potranno continuare a funzionare senza ulteriori adempimenti e quali dovranno affrontare il nuovo iter previsto dal decreto.

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