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Controlli a tappeto del Fisco sui conti correnti: le quattro operazioni che fanno scattare l’Agenzia delle Entrate

di Redazione web

	Raffica di controlli sui conti correnti 
Raffica di controlli sui conti correnti 

L’intensificazione delle verifiche bancarie porta l’Agenzia delle Entrate a incrociare movimenti, redditi e anomalie nei flussi finanziari: un sistema di controllo potenziato che punta a individuare incongruenze e operazioni sospette

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Negli ultimi mesi il Fisco ha intensificato in modo massiccio le verifiche bancarie, triplicando gli accertamenti sui conti correnti rispetto agli anni precedenti. Secondo la Corte dei Conti, nel 2025 le indagini finanziarie sono arrivate a 6.566 controlli, più del triplo rispetto al 2022. Questi controlli servono a individuare discrepanze tra redditi dichiarati e movimenti bancari reali, grazie all’incrocio di banche dati come:

  • anagrafe dei rapporti finanziari
  • fatture elettroniche
  • corrispettivi telematici
  • scontrini elettronici collegati ai POS

Come funziona l’algoritmo del Fisco

L’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema che incrocia automaticamente i dati bancari con il reddito dichiarato. Se emergono movimenti non coerenti, scatta l’alert. Esempio concreto: se un contribuente dichiara 18.000 euro lordi l’anno, ma sul conto transitano 40.000 euro senza giustificazione tracciabile, parte l’indagine automatica .

Cosa vede il Fisco

Il Fisco può accedere a:

  • bonifici in entrata e uscita
  • versamenti di contanti
  • prelievi (con regole diverse tra privati e imprese)
  • movimenti delle carte
  • saldi e giacenze
  • accessi alle cassette di sicurezza

Dal 2026, inoltre, i controlli saranno potenziati da intelligenza artificiale e machine learning .

Quando scatta un controllo

Le operazioni che insospettiscono maggiormente il Fisco sono:

  • versamenti di contanti elevati o ricorrenti
  • bonifici non giustificati
  • movimenti incoerenti con il reddito dichiarato
  • assenza totale di movimenti (può far sospettare entrate non dichiarate)

️Limiti e tutele per il contribuente

Una recente sentenza della Cassazione stabilisce che il Fisco non può usare i dati bancari senza motivare l’accesso nell’atto di accertamento. Se manca la motivazione, il contribuente può contestare l’accertamento e farlo annullare .

Perché i controlli stanno aumentando

La Corte dei Conti segnala che:

  • nel 2025 sono stati recuperati 16,4 miliardi di euro di imposte evase
  • le indagini bancarie sono cresciute del 186% rispetto al 2022
  • l’obiettivo è rendere i controlli più mirati e digitalizzati

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