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Bus in Toscana, aumenta il prezzo del biglietto: da quando scattano le nuove tariffe

di Matteo Rossi

	Aumenta il prezzo del biglietto degli autobus in Toscana
Aumenta il prezzo del biglietto degli autobus in Toscana

Dopo tre anni di tariffe congelate la Regione rischiava un contenzioso con Autolinee Toscane. Giani: «Andare in tribunale? Avremo perso»

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FIRENZE. Era già nell’aria ma ieri è arrivata la conferma. Dal primo agosto il biglietto del bus in Toscana costerà 2 euro. Lo ha annunciato il presidente della Regione Eugenio Giani, spiegando che l’aumento - da 1,70 euro, con un rincaro di trenta centesimi - arriva dopo tre anni di tariffe congelate. Ed è il frutto di un obbligo contrattuale che la Regione non poteva ulteriormente ignorare senza rischiare un contenzioso con Autolinee Toscane, la società che gestisce il trasporto pubblico in tutta la regione.

«Se fossimo andati in tribunale, avremmo perso e sarebbe stato peggio», ha detto Giani senza giri di parole. «Abbiamo resistito per due anni, bloccando un aumento che il contratto avrebbe già consentito prima». A fargli eco l’assessore ai trasporti Filippo Boni. «Dobbiamo partire da due elementi fondamentali - ha detto - il primo è l’aumento esponenziale dei costi del carburante per la comunità italiana e per la comunità europea vista la crisi di Hormutz; il secondo punto è che dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all’indice FOI (indice d’inflazione). La Regione Toscana, in linea di principio totalmente contraria all’aumento, in alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l’aumento delle tariffe coprendo l’adeguamento con risorse proprie, in altri anni ha calmierato l’aumento. Nel 2024 e nel 2025 l’aumento è stato annullato, ma quest’anno a fronte della nuova richiesta delle aziende abbiamo fatto quanto possibile».

Cosa cambia

Per disinnescare l’effetto stangata sui pendolari la Regione ha deciso di mettere sul piatto 12 milioni di euro extra per attenuare i rincari più pesanti. I fondi sono stati divisi in due canali: 2 milioni andranno al trasporto ferroviario regionale (annullando l’aumento degli abbonamenti e limitando i biglietti singoli a un +5%) , mentre i restanti 10 milioni copriranno il trasporto su gomma. Grazie a questa iniezione di risorse, la batosta sugli abbonamenti degli autobus viene quasi dimezzata. L’aumento previsto dal contratto, infatti, scende dal 15% all’8%. Ma ci sono alcune novità. La gratuità viene estesa a tutti i minori sotto gli 11 anni, superando il vecchio limite legato all’altezza (il famoso "metro") , mentre gli studenti under 26 che utilizzano i mezzi extraurbani non subiranno alcun aumento. Inoltre, viene inserita anche la possibilità di rateizzare l’abbonamento in quattro tranche a tasso zero. A difesa della scelta, Giani ha calato l’asso del confronto nazionale: «A Genova e Roma il biglietto costa già 2 euro, a Bologna 2,30, a Milano 2,20. Siamo in linea con la media italiana».

Appello ai Comuni

Dietro l’aumento c’è anche una questione di risorse. La Regione stanzia ogni anno 144 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. I Comuni e le Province mettono insieme circa 40 milioni. Dal fondo nazionale arrivano altri 450 milioni al concessionario, per un sistema che vale complessivamente circa 700 milioni l’anno, traghetti inclusi. Secondo Giani lo squilibrio è importante. «Una volta i Comuni mettevano più risorse rispetto alla Regione, ora è l’opposto, ma non riusciamo a sopperire a tutti gli aumenti da soli».

È per questo che il 21 luglio è già segnato in agenda come una data chiave. Giani ha convocato una conferenza dei servizi con Comuni e Province per cercare risorse aggiuntive. Se gli enti locali dovessero rispondere con contributi significativi, il biglietto potrebbe anche scendere di qualche centesimo: «Se arrivassero altre risorse, potremmo arrivare a 1,80 o 1,90 euro».

I nuovi bus Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana al gestore del servizio di trasporto pubblico locale su gomma: «Il contratto in vigore - ha detto - ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un abbattimento dell’età media dei mezzi da 13 a 7 anni. Quest’anno è previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione. Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso contratto che ci impone gli adeguamenti all’inflazione, ci consente di avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più sicuri e confortevoli». Insomma, ora resta da vedere cosa accadrà con l’incontro tra Comuni e Province e se davvero si potrà abbassare ancora gli aumenti. Al momento, la data per l’entrata in vigore delle nuove tariffe resta il primo d’agosto.

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