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Toscana

L’inchiesta

In Toscana la rete neonazista di ragazzini minorenni: armi, pedopornografia e chat dedicate a Hitler – 13 denunce

di Redazione web

	Scoperta in Toscana una rete neonazista di ragazzini
Scoperta in Toscana una rete neonazista di ragazzini

L’indagine della Digos svela un nucleo di adolescenti coinvolti in scambi clandestini e contenuti estremisti, emersi durante una serie di perquisizioni coordinate dalla Procura minorile

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Un’indagine della polizia di Stato ha portato alla denuncia di tredici adolescenti residenti in diversi comuni della provincia di Siena, accusati di una serie di reati che spaziano dalla detenzione illegale di armi alla propaganda di ideologie fasciste e naziste, fino alla diffusione di contenuti d’odio e al possesso di materiale pedopornografico. L’operazione, coordinata dalla Digos di Siena e battezzata “Format 18”, è scattata all’alba di martedì 19 maggio con una serie di perquisizioni ordinate dalla Procura minorile. Gli agenti hanno sequestrato computer, smartphone, supporti digitali e alcune armi risultate detenute senza autorizzazione, ora al vaglio degli esperti.

“Format 18” e la rete online dei ragazzi

Secondo gli investigatori, i minorenni avrebbero utilizzato chat chiuse e piattaforme di messaggistica per scambiarsi simboli neonazisti, contenuti di propaganda e materiale vietato. Il nome dell’operazione richiama un codice diffuso negli ambienti dell’estrema destra radicale: 1 e 8 come iniziali di Adolf Hitler. Dalle prime analisi emerge un quadro preoccupante: un gruppo di giovanissimi coinvolti in un processo di radicalizzazione digitale, alimentato dalla circolazione di messaggi violenti e ideologicamente estremisti. Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio i dispositivi sequestrati per ricostruire i collegamenti interni al gruppo e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.

Identità coperte e una conferenza stampa attesa

La Questura mantiene il massimo riserbo sull’identità dei ragazzi, tutti minorenni. Alle 12 di martedì 19 maggio, nella caserma di via delle Sperandie, è prevista una conferenza stampa in cui verranno illustrati ulteriori dettagli dell’operazione. In una nota, la Polizia ha anche chiarito che alcuni video circolati sui media nelle ultime ore, raffiguranti risse e aggressioni, non sono collegati ai tredici indagati, ma documentano episodi di violenza generica.

La radicalizzazione tra gli adolescenti

L’inchiesta riporta al centro del dibattito un fenomeno sempre più diffuso: la radicalizzazione giovanile online, favorita da piattaforme che permettono la condivisione rapida e anonima di contenuti estremisti.

Un terreno fertile che, come dimostra il caso senese, può coinvolgere anche ragazzi molto giovani.

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