Imu, svolta nel 2026: chi paga, chi no e le nuove agevolazioni da conoscere – Le novità punto per punto
Cambiano i margini di manovra dei Comuni sull’imposta: arrivano criteri più flessibili per modulare le aliquote, con possibili riduzioni per gli immobili poco utilizzati e azzeramenti in caso di danni da calamità. Restano confermate le principali esenzioni, mentre si avvicina la scadenza dell’acconto fissata a metà giugno
Nel 2026 arrivano aggiornamenti importanti per l’IMU, l’imposta municipale sugli immobili. Già a novembre 2025 il Ministero dell’Economia ha introdotto nuove linee guida per i Comuni, ridefinendo i margini entro cui possono intervenire sulle aliquote. Tra le novità più rilevanti ci sono agevolazioni per immobili non utilizzati e misure ancora più favorevoli per quelli danneggiati da eventi calamitosi. La prima scadenza da segnare in calendario è il 16 giugno, termine entro cui versare l’acconto.
Chi è esente e chi deve pagare
Come già previsto, l’IMU non si applica all’abitazione principale, cioè la prima casa, a meno che non rientri tra gli immobili di pregio (categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Restano inoltre esclusi dal pagamento diversi tipi di immobili, tra cui quelli appartenenti alla Santa Sede, gli edifici destinati al culto e i beni posseduti dallo Stato o da enti locali. L’esenzione si estende anche alle pertinenze dell’abitazione principale, come box auto e magazzini. Devono invece versare l’imposta:
- i proprietari di seconde case
- chi possiede immobili di lusso adibiti a prima abitazione
- titolari di aree edificabili
- proprietari di terreni agricoli
Maggiore autonomia ai Comuni
A partire dal 2024, i Comuni hanno più libertà nel modulare le aliquote, pur nel rispetto di limiti stabiliti a livello nazionale. Un decreto del Ministero dell’Economia ha ulteriormente chiarito le situazioni in cui è possibile differenziare l’imposta. Una delle innovazioni più significative riguarda gli immobili resi inutilizzabili da calamità naturali: in questi casi i Comuni possono arrivare ad azzerare completamente l’IMU. Un’altra novità interessa le cosiddette “seconde case inutilizzate”, come abitazioni per vacanza o immobili lasciati vuoti. Le amministrazioni locali possono prevedere una riduzione dell’imposta in base al reale utilizzo dell’immobile. Ad esempio, una casa al mare occupata solo in estate potrebbe beneficiare di uno sconto per i mesi in cui resta inutilizzata.
Altri casi di esenzione
I Comuni possono inoltre decidere di esentare dal pagamento:
- gli immobili concessi in comodato gratuito a enti pubblici o territoriali per finalità istituzionali
- le attività commerciali e artigianali situate in zone interessate da lavori pubblici che limitano il traffico per oltre sei mesi
Scadenze e modalità di pagamento
Il calendario resta invariato:
- 16 giugno 2026: pagamento dell’acconto
- dicembre 2026: saldo finale
È comunque possibile versare l’intero importo in un’unica soluzione a giugno. Se le nuove aliquote non sono ancora state deliberate, si applicano quelle dell’anno precedente. Per il pagamento si possono utilizzare:
- modello F24
- bollettino postale
- piattaforma PagoPA.
