80 voglia di Toscana
Così l’Ai sta cambiando l’approccio allo studio: i pro e i contro della tecnologia (visti dagli studenti)
Molti però sono i rischi: in particolare per gli adolescenti che non si abituano a pensare o ad avere un proprio metodo
Ultimamente, sempre più studenti decidono di integrare l’Ai (l’intelligenza artificiale) nel loro metodo di studio, a volte sottovalutandone i pro e i contro. Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è diventata parte integrante della vita di tutti noi, negli adulti, ma soprattutto negli adolescenti che tendono a usare queste molteplici applicazioni per l’approccio con la scuola, facendo riassumere testi, svolgere i compiti a loro assegnati e sta alterando profondamente il metodo di studio di ognuno.
Non viene solamente più usata per la semplice spiegazione di argomenti, ma è diventata un vero e proprio gestore di vita. L intelligenza artificiale è nata per offrire un supporto di qualsiasi genere a chiunque ne richieda, un aiuto che va oltre lo studio: dagli argomenti scolastici al mondo del lavoro, fino al supporto nella gestione delle relazioni e delle sfide di tutti i giorni, cercando di favorire anche l’equilibrio mentale. Se usata correttamente, l’Ai può essere una grande risorsa nelle nostre vite; applicazioni come Chat Gpt possono aiutare notevolmente studenti con poco tempo libero, magari occupato da sport o varie attività extrascolastiche, a fare riassunti e schemi utili per interrogazioni e compiti, creare flashcards e piccoli test per vedere se si è veramente memorizzato l argomento, ma è soprattutto abile nello spiegare argomenti, anche i più complessi, per chi è stato assente alla spiegazione in classe, aggiungendo esempi utili a coinvolgere di più lo studente e fargli comprendere meglio l’argomento e aggiungendo in fondo a ogni spiegazione ulteriori domande che incuriosiscono lo studente e lo spingono ad approfondire. Inoltre è utile perché gli studenti trovano il materiale di cui hanno bisogno in pochi minuti, senza dover passare ore e ore a cercare su diversi siti o addirittura libri.
Tuttavia, oggi la maggior parte degli studenti sta iniziando a perdere la concezione del giusto utilizzo di queste piattaforme, utilizzandole non tanto per un supporto, ma proprio per completare attività che solitamente vengono compiute manualmente. Molti adolescenti la utilizzano per svolgere gli esercizi assegnati per casa, al posto di ragionarci, alcuni persino durante compiti e verifiche in classe, dato che offre sul momento tutte le soluzioni. Diciamo che sta migliorando e peggiorando la vita dello studente nello stesso momento. Sarebbe opportuno insegnare ai ragazzi il corretto utilizzo di queste piattaforme, con i vantaggi e gli svantaggi che può avere. Lo studente deve vedere l’AI come un aiuto, non dipendere da essa.
Così ha parlato una studentessa dell’Istituto Einaudi riguardo ciò: «Da studentessa delle superiori penso che l’Ai sia stata un innovazione veramente utile, in generale ma soprattutto per la scuola, ma spesso molti di noi, non lo nego, a volte anche io, tendiamo a utilizzarla in modo inappropriato. L’Ai ci offre una risposta immediata a qualsiasi nostro problema o richiesta, così facendo tende a non stimolare nel giusto modo noi ragazzi e il nostro cervello, dato che abbiamo sempre la risposta pronta. Così tendiamo a perdere il pieno controllo sulle nostre vite. Ovviamente dovrebbe partire da noi ragazzi il pensiero di gestire da soli le nostre vite, ma nel momento in cui ci si presenta davanti una soluzione più semplice tendiamo a prenderla, anche se non dovremmo. Noi adolescenti dovremmo capire che Chat Gpt è un’innovazione eccezionale che può esserci molto utile se utilizzata in modo corretto, ma dobbiamo imparare a essere capaci di saperne fare a meno, come hanno fatto i nostri genitori, nonni e parenti che anche in assenza di queste piattaforme sono riusciti a crearsi la propria cultura e il proprio sapere. Alcuni adolescenti sottovalutano il fatto che se continuano a usare Chat Gpt per svolgere i compiti a casa e per fare le verifiche non svilupperanno mai un metodo di studio adeguato e ne risentiranno non solo nello studio, ma anche in generale nel futuro».
*Studentessa di 17 anni dell’Istituto Einaudi di Pistoia
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