Il Tirreno

L’allarme degli amici

Omicidio di Massa, qualcuno sta provando a fare soldi sulla morte di Giacomo Bongiorni: il finto memorial e le offerte

di Redazione web

	A sinistra Giacomo Bongiorni 
A sinistra Giacomo Bongiorni 

L’allarme arriva dagli amici più vicini alla vittima: un uomo starebbe raccogliendo denaro sfruttando il nome di Bongiorni e spacciando per ufficiali iniziative mai autorizzate dalla famiglia o dal gruppo di Mirteto, mentre le indagini sull’omicidio proseguono tra accertamenti tecnici e attesa dell’autopsia

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MASSA. La comunità di Massa e in particolare del Mirteto, già scossa dalla morte di Giacomo Bongiorni, ora deve fare i conti anche con chi tenta di speculare sul suo nome. Nella serata di domenica 26 aprile, uno dei suoi amici più stretti, Davide Nicolini, ha lanciato un appello pubblico su Facebook per mettere in guardia i cittadini da una presunta truffa che sta circolando in città.

La denuncia: “C’è chi chiede soldi usando il nome di Giacomo”

Nicolini ha pubblicato un post molto chiaro, rivolto a tutta la comunità: «Ascoltate tutti, c'è una persona che sta chiedendo in giro dei soldi usando il nome di Giacomo Bongiorni, dicendo che sta organizzando un torneo di calcio. Ogni evento che riguarda Giacomo — sportivo, fiaccolate, eccetera — è di competenza del gruppo di Mirteto e della famiglia. Sarà creata una pagina Facebook che riporterà ogni evento. Non vi fate fregare da questo individuo». Un messaggio che ha fatto rapidamente il giro dei social, alimentando indignazione e preoccupazione. La famiglia e gli amici di Bongiorni hanno confermato che nessuna raccolta fondi è stata autorizzata e che ogni iniziativa ufficiale verrà comunicata attraverso canali verificati. La vicenda arriva in un momento già delicatissimo, mentre le indagini sull’omicidio del 47enne proseguono senza sosta.

Il punto sulle indagini: cellulari sotto esame e attesa per l’autopsia

Parallelamente all’allarme truffa, la Procura continua a lavorare per chiarire ogni dettaglio della notte tra l’11 e il 12 aprile, quando Bongiorni è morto dopo una violenta aggressione in piazza Palma.

Accertamenti tecnici sui telefoni

Ai legali dei cinque giovani indagati è stato notificato un avviso di accertamento tecnico: verranno analizzati i cellulari dei ragazzi coinvolti, sarà esaminato anche il telefono della fidanzata di uno degli indagati, presente in piazza quella notte. Gli accertamenti, fissati per lunedì 27 aprile a Roma, prevedono la creazione di copie forensi dei dispositivi. Gli avvocati nomineranno consulenti di parte.

Tre in carcere, due indagati a piede libero

Restano in custodia cautelare:

  • il 17enne accusato di aver colpito Bongiorni con più pugni,
  • i due maggiorenni Ionut Alexandru Miron (23 anni) ed Eduard Alin Carutasu (19 anni), ritenuti responsabili di concorso in omicidio volontario e rissa aggravata.

Gli altri due giovani, entrambi minorenni, sono indagati a piede libero per le stesse ipotesi di reato. I termini per chiedere il riesame scadono proprio il 27 aprile, ma nessuno dei legali ha intenzione di presentare ricorso: tutti attendono l’esito dell’autopsia.

Autopsia: emorragia cerebrale, ma il colpo fatale non è ancora chiaro

La prima analisi medico-legale parla di una estesa emorragia cerebrale. Resta però da stabilire quale sia stato il colpo determinante: un pugno, un calcio oppure la caduta a terra. Il medico legale ha 30 giorni dall’esame per consegnare la relazione definitiva: la scadenza è fissata per metà maggio.

La voce della Fondazione Caponnetto: “Una tragedia assurda, serve più legalità”

Sul caso è intervenuto anche Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, che ha definito la morte di Bongiorni: «Assurda, dolorosa, aberrante. Morire in pochi secondi per nulla, davanti al proprio figlioletto di 11 anni, è qualcosa che segna per sempre». Calleri ha richiamato l’attenzione sulla necessità di: maggiore controllo del territorio,

più educazione alla legalità, un monitoraggio costante degli effetti dei social sulla crescita dei giovani. Secondo la Fondazione, la tragedia di piazza Palma deve diventare un punto di svolta: «Che sia l’occasione per dire: mai più».

Una città ferita che difende la memoria di Giacomo

La denuncia della truffa ha colpito profondamente la comunità, già provata da settimane di dolore. Gli amici di Bongiorni, il gruppo di Mirteto e la famiglia stanno lavorando per garantire che ogni iniziativa in suo nome sia autentica, trasparente e rispettosa. La creazione di una pagina ufficiale servirà proprio a evitare che qualcuno possa approfittare della sensibilità del momento.

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