Il Tirreno

Toscana

Il giallo

Fi-Pi-Li, testa di lupo appesa al cavalcavia: c'è un secondo caso. Indagini: le prime ipotesi

di Sabrina Chiellini
Fi-Pi-Li, testa di lupo appesa al cavalcavia: c'è un secondo caso. Indagini: le prime ipotesi

La testimonianza di un automobilista e il punto sulle indagini dei carabinieri

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Una scena macabra e un gesto di grande crudeltà. Per due giorni la testa di un lupo ucciso e poi decapitato è rimasta attaccata a un cavalcavia, quello collegato con via Savi a Marciana, lungo la superstrada Fi-Pi-Li, nel comune di Cascina. L’animale è stato ucciso, poi la testa è stata legata con una corda, fatta passare dal muso, al cemento del cavalcavia, in direzione di Pisa.

A dare l’allarme, nella mattinata di giovedì 10, è stato un automobilista di Vicopisano. «Il traffico scorreva a rilento, arrivato a Cascina – racconta – ho visto la terribile scena. Ho telefonato al 112, mi hanno detto che avrebbero fatto intervenire le forze dell’ordine». Però forse il lupo decapitato non è stato trovato.

Fatto sta che ieri mattina era ancora appeso al cavalcavia. Ce lo racconta lo stesso automobilista di Vicopisano che ha scritto un’email alla redazione. «Sono passato di nuovo da quel punto e ho visto che il lupo era ancora lì. Ho chiamato i carabinieri». Una pattuglia di Cascina si è recata sul posto e ha potuto constatare il grave episodio. Che non è isolato. Pochi giorni fa c’è stato un altro ritrovamento simile, lungo l’Arnaccio, tra Cascina e Coltano.

Dopo questo episodio il Wwf Italia ha espresso sdegno e profonda preoccupazione per l’ennesimo gravissimo episodio, avvenuto in provincia di Pisa. Oltre la gravità dell’atto di bracconaggio, l’ostentazione della testa mozzata rappresenta un atto intimidatorio, inaccettabile. In entrambi i casi la testa appesa è probabilmente rimasta visibile a lungo prima di essere notata da alcuni automobilisti.

Tornando al caso di ieri mattina, sul posto è stato richiesto anche l’intervento dei volontari dell’associazione “Amici animali a 4 zampe” che gestisce il canile di Lajatico e che si occupa del recupero degli animali sul territorio di Cascina. La testa recuperata è stata inviata all’Istituto zooprofilattico sperimentale. Si tratta di una procedura tecnica e obbligatoria finalizzata a eseguire riscontri diagnostici specifici sull’animale.

Secondo quanto appreso, i carabinieri forestali starebbero proseguendo le indagini senza che vi siano, allo stato, ipotesi certe rispetto a questi gesti. Restano aperti interrogativi su tempi, modalità e origine dell’episodio. Sul possibile autore, al momento, non emergono elementi concreti. Tuttavia la ripetizione di questi episodi a breve distanza di tempo e nello stesso territorio fanno ipotizzare l’azione di un unico soggetto con un comportamento seriale. Nella zona non ci sono stati avvistamenti di lupi. L’animale potrebbe essere stato ucciso altrove e poi appeso lungo la strada, come gesto dimostrativo. «Difficile fare un commento in questi casi: «Dal mio punto di vista sono atti di estrema criminalità e inciviltà», dice Rossella Prosperi, fondatrice dell’associazione “Amici animali a 4 zampe”.


 

Primo piano
Trasporti

Guasto e cantieri, giornata nera per i treni in Toscana: linea Roma-Firenze in tilt. Ritardi fino a 70 minuti e poi lo stop alla circolazione Av

di Redazione Firenze
Speciale Scuola 2030