Il Tirreno

Toscana

La storia

Il soldato che dipingeva la pace: un libro che sa di memoria e scoperta

di Leonardo Bonacchi (*)

	Il Museo della Linea Gotica a Montemurlo, in alto a dx Giuseppe Aucello
Il Museo della Linea Gotica a Montemurlo, in alto a dx Giuseppe Aucello

Giuseppe Aucello è il curatore del volume ma è anche il direttore del Museo Storico della Linea Gotica di Prato. La sua missione, da oltre dieci anni, è quella di sottrarre all’oblio i frammenti di un passato che ha segnato profondamente il territorio toscano le cui tracce rischiano di svanire

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Giuseppe Aucello è il curatore di un volume "Il soldato che dipingeva la pace" che profuma di memoria e di scoperta, ma è anche il direttore del Museo Storico della Linea Gotica di Prato. La sua missione, da oltre dieci anni, è quella di sottrarre all’oblio i frammenti di un passato che ha segnato profondamente il territorio toscano.

Tutto è iniziato quasi per caso, o forse per un segno del destino durante i mesi sospesi dell’emergenza sanitaria. Ci ha raccontato così come è «inciampato» in questa bellissima storia: «Inizialmente abbiamo trovato la storia di questo soldato che morì negli anni ’80 grazie alle figlie. Durante la pandemia hanno deciso, forse per noia, di pubblicare i suoi dipinti in un gruppo Facebook dedicato ai soldati sudafricani in Italia. Un visitatore della pagina che conosciamo vide il post e ci mise al corrente; decidemmo così di contattare la famiglia».

Da quel primo contatto digitale è scaturito un incontro reale e commovente. Aucello ci spiega che la famiglia del soldato è arrivata in Italia dal Sudafrica nel 2022. In quell’occasione, il direttore li ha accompagnati in una visita al Museo, un momento che ha trasformato il ricordo privato in memoria collettiva. «Nasce così la loro volontà di dare un senso a tutta quella storia e di valorizzarla, donando i dipinti al Museo. Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 ho deciso di pubblicizzare la storia per renderla patrimonio di tutti. In seguito, ho sentito l’esigenza di scrivere il libro, cosa che non avevo mai fatto prima».

In questa sua prima avventura editoriale, Aucello non è stato solo: fondamentale è stato l’incontro con lo storico Daniele Guglielmi, che lo ha indirizzato e supportato in quella che definisce «un’esperienza bellissima». Ma l’impegno di Giuseppe Aucello non si esaurisce tra le pagine di un libro. Il suo lavoro al Museo Storico della Linea Gotica è una vocazione che dura da oltre un decennio, focalizzata sulla valorizzazione della Seconda Guerra Mondiale nel pratese. Come sottolinea lui stesso, ottantadue anni fa queste terre furono attraversate da decine di migliaia di soldati di ogni nazionalità, le cui tracce rischiano di svanire con la scomparsa degli ultimi testimoni oculari di quei tempi.

«La mia idea è stata quella di dare una mano a nipoti e figli di questi soldati che cercano di ricostruire le storie dei propri cari passati da Prato. Questa attività ha come base il Museo, dove ricerchiamo documentazioni o accompagniamo i parenti nei luoghi esatti dove hanno combattuto i loro familiari». Il direttore conclude ricordando che il cuore pulsante di questa attività resta il legame con il futuro: il Museo lavora costantemente con le scuole, affinché i ragazzi possano conoscere e comprendere quello che accadde sul loro territorio, trasformando la polvere della storia in una lezione di vita attuale e necessaria.

(Studente di 16 anni dell’Istituto Gramsci- Keynes di Prato)

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