Influenza in calo, ma non tra i bambini: casi in aumento sotto i 4 anni - L’esperto spiega il motivo
Il virus, tra i più piccoli, corre ancora: qui l’incidenza è addirittura in salita, con 33 casi per 1.000 assistiti
Se, in generale, la curva dell’influenza fa registrare un calo significativo – poco più di 700mila casi nella settimana dal 12 al 18 gennaio, 100mila in meno rispetto ai sette giorni precedenti – lo stesso non si può dire per la fascia d’età tra 0 e 4 anni. Il virus, tra i più piccoli, corre ancora. Qui l’incidenza è addirittura in salita, con 33 casi per 1.000 assistiti, contro 12,7 della media nazionale. Sono i dati dell’ultimo bollettino della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto superiore di Sanità.
Ma che succede ai bimbi? A spiegarlo a LaPresse è Sebastian Cristaldi, responsabile del pronto soccorso del Bambino Gesù, sede del Gianicolo. «I bambini sono rientrati a scuola da due-tre settimane. In questo arco di tempo, chi aveva già il contagio in incubazione lo ha sviluppato nella prima fase post-vacanze, innescando una nuova ondata», spiega Cristaldi. «Non è una certezza matematica, ma è un dato coerente con quanto ci aspettavamo. La riapertura delle scuole ha avuto un ruolo, così come per gli adulti il momento di maggiore esposizione al virus resta quello delle feste, soprattutto negli ambienti familiari e sociali», aggiunge.
Non c’è solo l’influenza, ovviamente, ma anche i virus parainfluenzali, gli adenovirus e i rinovirus. Tutti quanti, in età pediatrica, trovano terreno fertile per diffondersi. «Negli adulti, invece, hanno un impatto minore. Con gli anni, gli adulti hanno maturato le difese e sono già immunizzati: il vero pericolo per loro rimane l’influenza stagionale», chiarisce il dottor Cristaldi. Per questo motivo «a grandi e piccoli andrebbe sempre consigliato di fare il vaccino, un approccio preventivo trasversale».
Fra i casi registrati al Gianicolo – tra i 150 e i 200 al giorno – non sono molti quelli in cui il piccolo paziente presenta forme particolarmente gravi. «Sono numeri in linea col periodo stagionale», conferma Cristaldi. Il picco per i più piccoli è già arrivato o i numeri sono destinati a crescere ancora? «Le rispondo guardando all’esperienza pratica degli ultimi anni: è probabile che il trend sarà in aumento per un altro paio di settimane, poi i numeri dovrebbero incominciare a calare», conclude Cristaldi.
