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Fratelli d’Italia, a Pisa è il caos: rimpasto, crisi e il post di Niccolai: «Spaccati da logiche di potere» – Cosa sta succedendo

di Redazione web

	Il consigliere Niccolai e il suo post su Facebook
Il consigliere Niccolai e il suo post su Facebook

Il sindaco Michele Conti annuncia due nuove assessori e ne rimuove altrettanti, subito dopo un consigliere passa nel gruppo misto e sui social vuota il sacco lanciando accuse: nel partito di Giorgia Meloni ora è bufera

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PISA. In meno di 24 ore una crepa profonda si è aperta dentro Fratelli d’Italia in Toscana, e in particolare a Pisa, trasformando un rimpasto di giunta in un vero caso politico. Nel giro di poche ore, il partito di Giorgia Meloni si è ritrovato a fare i conti con una vera e propria crisi interna. Con tanto di pesanti scambi di accuse. Il risultato è un quadro che, al di là dei movimenti amministrativi, racconta una crisi politica interna che attraversa il partito in provincia di Pisa e che ora si manifesta apertamente. Ma andiamo con ordine.

Il rimpasto del sindaco Conti e la sostituzione di due assessori

Tutto parte dal pomeriggio di lunedì 26 gennaio, quando il sindaco di Pisa Michele Conti firma l’atto di rinnovamento della giunta comunale. Due assessori uscenti, Giulia Gambini e Gabriella Porcaro, vengono sostituite da Elena Del Rosso e Amanuel Sikera. Conti motiva così la scelta: «La scelta nasce dalla volontà di imprimere nuova energia all’azione amministrativa in una fase decisiva del mandato. Ora si apre una fase nuova e altrettanto importante, che richiede uno sforzo ulteriore in termini di impegno, visione e coesione politica». Il sindaco parla di continuità amministrativa, di una città «che sta cambiando in profondità» e della necessità di rafforzare la squadra per completare i progetti in corso e preparare quelli futuri. Ma la decisione, invece di ricompattare la maggioranza, produce l’effetto opposto.

Lo strappo di Niccolai

Poche ore dopo il rimpasto, arriva un secondo scossone. Il consigliere comunale Francesco Niccolai, eletto con Fratelli d’Italia, annuncia l’uscita dal gruppo consiliare per entrare nel gruppo misto. Non lascia la maggioranza, ma rompe con il suo partito. Una scelta che non arriva del tutto inattesa: già in passato Niccolai aveva espresso posizioni critiche verso il gruppo consiliare. Ma questa volta lo strappo è definitivo e motivato da un lungo e durissimo post pubblicato la mattina successiva, martedì 27 gennaio.

«Qualcosa, forse di più, si è rotto»

Nel suo intervento pubblico, Niccolai parla senza filtri. Ecco i passaggi integrali, alternati alla ricostruzione del contesto. Il consigliere apre così: «Qualcosa, forse di più, si è rotto. Ieri sera (26 gennaio, ndr) si è consumata una grande delusione dal punto di vista personale, ancor prima che politica». Il riferimento è diretto al rimpasto deciso dal sindaco Conti, che Niccolai considera una scelta dettata da logiche di potere: «Il Sindaco, il mio Sindaco… ha assunto decisioni che non sono a priori ispirate e volte al bene della città ma dettate solo da giochi di potere, alchimie politiche, temo forse anche indirizzate a garantirsi il futuro post mandato». Il consigliere ricostruisce poi il suo percorso politico, dalla militanza giovanile al ritorno in campo nel 2018, quando accettò di candidarsi in una lista civica federata con FdI: «Dopo trent'anni di sola professione e famiglia avevo entusiasticamente aderito all'invito dell'amico… Si parla di pochi anni fa, eppure erano tempi in cui ancora si faceva fatica a completare le candidature…» Ricorda l’ingresso in consiglio comunale, il lavoro svolto «con discrezione» e il suo carattere schivo, che dice essere stato frainteso: «Questo mio modo di essere… è stato interpretato come disinteresse, noncuranza, mancanza di partecipazione». Poi il passaggio più politico: la spaccatura interna a Fratelli d’Italia, che secondo Niccolai si sarebbe aggravata nella nuova consiliatura. «Durante la nuova consiliatura la spaccatura tra le due “anime” in seno al partito locale intanto si acuisce… resto schiacciato da questo dualismo». Racconta di essersi dimesso dal ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale per dignità personale, senza ricevere sostegno: «Vengo letteralmente scaricato da chi pensavo di tutelare e sostenere con questo mio gesto». E descrive un lungo periodo di isolamento: «Quindici lunghi mesi di isolamento personale e di graduale allontanamento da una comunità che non riconosco più». La rottura definitiva arriva quando, dice, le sue richieste di intervento ai vertici locali del partito restano senza risposta: «Non sono ritenuto degno nemmeno di una risposta… Da qui la decisione di non rinnovare più la tessera del partito».

«Il sindaco ha infranto la mia fiducia»

Il passaggio più duro è quello in cui Niccolai accusa Conti di essersi piegato a logiche interne al partito: «Oggi il Sindaco purtroppo infrange la mia fiducia, sottoponendosi ad una mera operazione partitica per accontentare le pressioni di una delle due anime “locali”». E annuncia la sua decisione: «Ho deciso di lasciare, oggi, il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia e confluire nel gruppo misto… ogni mia decisione, ogni mio voto, saranno ponderati caso per caso». Il post si chiude con un tono amaro ma determinato: «È il giorno della delusione, della disillusione, ma si va avanti a testa alta».

E ora che succede?

L’uscita di Niccolai dal gruppo consiliare arriva nel momento in cui Fratelli d’Italia, a Pisa, è chiamata a gestire un rimpasto che ha già generato tensioni interne. Le parole del consigliere mettono in luce una frattura profonda tra le “due anime” del partito, una divisione che – stando al suo racconto - sarebbe stata ignorata o sottovalutata dai vertici locali. Il risultato è una crisi che non riguarda solo i rapporti personali, ma la tenuta politica del partito nella città simbolo della prima vittoria del centrodestra nel 2018. E ora, con un consigliere passato al gruppo misto e un rimpasto che ha lasciato strascichi, la maggioranza dovrà fare i conti con un equilibrio più fragile e con un partito che, almeno a Pisa, appare tutt’altro che compatto.

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