Le previsioni
Licenziato dalla Pam col test del carrello e reintegrato dal tribunale: Fabio Giomi non rientrerà al lavoro – Cosa è successo
La decisione del cassiere 62enne arriva dopo mesi di esposizione mediatica e un clima lavorativo che giudica ormai insostenibile
SIENA. Fabio Giomi, 62 anni, non tornerà dietro la cassa del supermercato Pam dove lavorava da anni. Pur avendo ottenuto in tribunale la reintegrazione dopo il contestato “test del carrello”, il cassiere ha deciso di chiudere definitivamente il rapporto di lavoro e di accedere all’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18: quindici mensilità per voltare pagina dopo un licenziamento giudicato illegittimo e discriminatorio.
La scelta dopo la sentenza: “Rientrare non era possibile”
Richiamato formalmente in servizio il 31 dicembre, due giorni dopo la decisione del giudice, Giomi ha preferito non accettare. A pesare, racconta il sindacato, è stato soprattutto il clima che si sarebbe trovato ad affrontare. «Negli ultimi due mesi Fabio ha vissuto una pressione mediatica e personale enorme, che lo ha messo a dura prova», spiega Mariano Di Gioia, segretario della Filcams Cgil di Siena. «Il suo stato psicologico ne ha risentito e ha ritenuto che tornare in quel contesto non fosse la scelta migliore. Ha preferito l’indennità risarcitoria e un periodo di riposo». Secondo il sindacato, Giomi sta valutando alcune proposte di lavoro ricevute nelle ultime settimane, ma prima vuole recuperare serenità.
La battaglia
Per Di Gioia, la decisione personale dell’ex cassiere non ridimensiona il valore della battaglia legale. Anzi, la rafforza. «La sentenza certifica che il metodo adottato da Pam non può diventare prassi nella Grande distribuzione», sottolinea. «È una vittoria importante per tutta la categoria e conferma le ragioni della Filcams». Il sindacalista insiste su un punto: Giomi non ha portato avanti il ricorso solo per sé, ma per chi lavora ogni giorno nei supermercati italiani. «È stato un gesto di responsabilità e di umanità verso i colleghi. Il fatto che ora scelga l’indennità non cancella il risultato politico e giuslavoristico ottenuto, che resta un precedente significativo».
