Al Parco dell’Orecchiella i nipoti di Gigiballa
Si possono ammirare i “parenti” dell’orso caro a Livorno e a cui Bobo Rondelli ha dedicato una canzone
Per molti livornesi, e più in generale per tanti toscani, Gigiballa è molto più di un orso. È un ricordo d’infanzia, diventato celebre anche grazie alla canzone che Bobo Rondelli gli ha dedicato.
Per decenni fu una delle attrazioni dello zoo del Parterre di Livorno: l’orso che sembrava ballare, mentre in realtà quel movimento continuo era il segno di un profondo disagio, alimentato anche da un problema ai denti e dalle condizioni di cattività in cui viveva.
All’inizio degli anni Novanta, con la chiusura dello zoo, per Gigiballa e per la sua famiglia iniziò una nuova vita. L’orso venne trasferito nel Centro faunistico del Parco dell’Orecchiella, in Garfagnana, insieme ai due cuccioli nati negli anni precedenti. Gigiballa è morto nel 2007, all’età di 33 anni, ma la sua discendenza vive ancora nel parco: tra gli orsi ospitati nel grande recinto naturalistico ci sono infatti anche i suoi nipoti. Un dettaglio che rende la visita ancora più emozionante per chi è cresciuto ascoltando la canzone di Rondelli o ricorda le gite al Parterre.
Ma l’Orecchiella non è soltanto il luogo dove vive il ricordo di Gigiballa. È uno dei parchi naturali più affascinanti della Toscana e una meta perfetta per una gita estiva, soprattutto per chi cerca un’alternativa al mare senza allontanarsi troppo. In poco più di due ore dalla costa livornese si raggiunge un ambiente completamente diverso con una rete di sentieri che si snoda tra il versante delle Alpi Apuane e quello dell’Appennino tosco-emiliano. I percorsi per le escursioni sono numerosi e di diversa difficoltà, ma il parco dispone anche di tre itinerari accessibili, pensati per persone con disabilità e per chi si muove con passeggini o carrozzine. La visita inizia dal Centro Visitatori, dove un piccolo ma curato museo naturalistico racconta la fauna dell’Appennino. Orsi, lupi, cervi, mufloni, cinghiali e rapaci vengono presentati attraverso pannelli, ricostruzioni e curiosità capaci di coinvolgere anche i più piccoli.
Tra le sezioni più apprezzate dai bambini c’è quella dedicata alle tracce degli animali, che insegna a riconoscere impronte e altri segni della loro presenza nel bosco. All’esterno il percorso prosegue tra i due laghetti, popolati da anfibi e insetti, i grandi prati dove fermarsi per un picnic e le aree attrezzate immerse nel verde. Il recinto dei mufloni si incontra poco dopo l’ingresso, mentre quello degli orsi si raggiunge con una breve passeggiata ad anello, quasi interamente all’ombra, tra abeti bianchi, cespugli di lamponi e, a seconda della stagione, funghi e fiori spontanei. È proprio qui che molti visitatori rallentano il passo. Osservare gli orsi nel loro ampio spazio naturale e sapere che tra loro ci sono anche i discendenti di Gigiballa aggiunge un significato particolare all’esperienza.
L’Orecchiella invita a prendersi il proprio tempo. Le aree picnic permettono di trascorrere l’intera giornata al fresco nel parco, mentre il punto ristoro propone prodotti tipici della Garfagnana, dolci fatti in casa e specialità locali. Per chi desidera approfondire la visita vengono organizzate anche escursioni guidate.
Il biglietto d’ingresso è volutamente simbolico, 2 euro per gli adulti e 1 euro per i bambini dai 6 agli 11 anni, a conferma della volontà di rendere il parco accessibile a tutti. E per completare la giornata, lungo la strada del ritorno, vale la pena concedersi una sosta al vicino Ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, uno dei monumenti più iconici della Toscana. Una gita che mette insieme natura, memoria e scoperta, conquistando grandi e piccoli.
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