Katia Faggi, il malore sul traghetto e i tentativi di salvarla: lutto a Prato e all’Elba
La vittima era originaria di Prato e residente a Calenzano: vani i soccorsi nel porto di Piombino
PRATO. Tragedia ieri, 5 novembre, nel porto di Piombino, a bordo del traghetto Oglasa. Una donna di 70 anni, Katia Faggi, ha accusato un malore e nonostante i soccorsi non ce l’ha fatta.
Il malore sul traghetto Oglasa
Originaria di Prato ma residente a Calenzano, Katia Faggi era salita a bordo del traghetto appena arrivato da Portoferraio attraccando al molo 8 quando ha mostrato quelli che sembravano i sintomi di un attacco cardiaco. Tra le primissime persone ad accorgersi di quanto stava accadendo una ispettrice della polizia del commissariato isolano, di rientro da un impegno di lavoro a Livorno e in quel momento fuori servizio.
L’intervento della poliziotta
La poliziotta ha cercato di aiutare la donna, esortandola a descrivere i sintomi. Ben presto i timori dell’ispettrice si sono purtroppo rivelati fondati, motivo per il quale lei stessa è riuscita a impedire che l’imbarcazione salpasse per facilitare l’arrivo dei soccorsi.
I soccorsi nel porto di Piombino
La chiamata al 118 è partita alle 16,37 per una emergenza cardiocircolatoria. La coordinazione tra Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale e la Capitaneria di porto ha permesso da un lato di agevolare l’arrivo delle ambulanze di Misericordia di San Vincenzo e Pubblica assistenza di Piombino e dell’automedica, e dall’altro di gestire il blocco delle navi da e verso l’Elba. La Pubblica assistenza è stata poi dirottata verso la piazzola dell’elisoccorso dove ha caricato il personale di Pegaso 2 e lo ha accompagnato al molo 8.
Il trasporto al Villamarina
Si è cercato a lungo di salvare Katia Faggi, somministrandole cinque scariche di defibrillatore e farmaci, e intubandola. La donna è stata poi immobilizzata sulla barella e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Villamarina: da lì sarebbe dovuta decollare, sempre a bordo dell’elisoccorso, in direzione del presidio sanitario Misericordia di Grosseto, che dispone di una delle migliori unità salvavita della Toscana e forse dell’Italia centrale. Ma non c’è stato niente da fare: il decesso della paziente è stato certificato proprio all’accesso in via Forlanini.
Il cordoglio per Katia Faggi
Profondo cordoglio in porto per la scomparsa di Katia Faggi, così come all’Elba, non appena la notizia ha cominciato a diffondersi; sull’isola la donna, benché non ne fosse nativa, spesso si prodigava per dare consigli ai turisti in cerca di location suggestive sui vari gruppi social del territorio.
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