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La festa

Carmignano, al San Michele vince il rione Giallo nel ricordo dello storico barbiere

di Walter Fortini

	La premiazione del rione Giallo al San Michele di Carmignano
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La premiazione del rione Giallo al San Michele di Carmignano

Il Leone si è aggiudicato il trofeo del teatro di strada dieci anni dopo l’ultimo successo

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CARMIGNANO. Il San Michele 2026 si colora di giallo. Vitale Farruggio, ovunque sia, il barbiere del paese e storico caporione scomparso l’anno scorso ad 85 anni, a cui la contrada ha dedicato la sfilata che lo racconta, sorriderebbe. La nipote Ginevra, portabandiera del rione, voce ed occhi nel racconto in piazza del nonno, piange e si commuove, ma alla fine si lascia andare all’entusiasmo. Tutti gli altri rioni, ognuno raggruppato nel proprio angolo della centralissima piazza del paese dove spettacolo e gara si rincorrono per tre sere, applaudono.

In un’edizione della festa del santo patrono carmignanese orba del palio dei ciuchi, il Leone si aggiudica il trofeo per il più bel teatro in strada, con la regia di Claudia Maggio. Una vittoria che arriva a dieci anni di distanza da quella, travolgente, del 2016: appena la quarta in cinquantatré competizioni dal 1934 ad oggi. Un risultato in bilico fino all’ultimo, specchio della pregevolezza quest’anno davvero di tutte e quattro le sfilate delle contrade. Un primato e una differenza che si gioca su pochi particolari o la sensibilità dello spettatore e che solo la rigidità del meccanismo di voto alla fine amplifica.

Finisce  48 punti a 44, primo il giallo e secondo il verde. Vincono  – a leggere i commenti  dei quindici giurati ed addetti ai lavori, cinque a sera, a cui è affidato il verdetto finale – la regia e il montaggio quasi cinematografico, il ritmo travolgente, le coreografie perfette, le grandi cartapeste e la leggerezza ed emozione che toccano temi universali. Vincono rispetto alla recitazione e mimica sicuramente da applausi dei verdi, soprattutto del loro primo attore, e il soggetto scelto, intrigante ed originale, dove la diversità e la natura chiedono ad un mondo costruito su stereotipi e guadagno di essere ascoltati.

La prima sera i quattro rioni erano distanti appena un punto dall’altro: primo il bianco, secondo il giallo, terzo il celeste e quarto il verde. Ma nessuno lo sapeva, perché le quindici buste con il giudizio dei giurati vengono aperte tutte assieme, dopo la sfilate della domenica.

Con lo spettacolo di sabato il verde balza avanti a tutti, i gialli un punto indietro e gli altri più distanti. Ma la domenica la classifica nuovamente si scombina: il giallo conquista tre primi posti da altrettanti giurati (altri due li aveva in carniere) e tanto basta per sopravanzare i verdi, che nelle tre sera raccolgono ugualmente il giudizio più alto di cinque giudici ma solo uno la domenica. Al terzo posto si fermano i bianchi (40 punti, tre primi posti) con la loro sfilata dedicata ad un Leonardo Da Vinci bambino e quarti i celesti a 33 punti (con due primi posti) che hanno rievocato lo sciopero della trecciaiole del 1896 e il loro assalto al tram diretto da Poggio a Caiano a Firenze, donne dhe iniziarono a rivendicare dignità e diritti nel lavoro.

“E’ stata un’edizione eccezionale” commenta il sindaco di Carmignano, Edoardo Prestanti. Ed è vero. E’ d’accordo anche il neo presidente del Comitato della festa, Giorgio Mannelli. Nell’ora e venti minuti che separa, domenica pomeriggio, l’ultima sfilata dall’annuncio del vincitore, arrivato poco prima delle 20, la piazza si trasforma prima in un concerto rap e poi in una grande discoteca di rionali che ballano avvolti dalle loro bandiere.

“Peccato per la mancanza del palio dei ciuchi, speriamo che il prossimo anno si possa di nuovo correre” sussurrano in molti. E in assenza dei ronzini, con ironia, c’è qualcuno che decide di fare da sé, improvvisando un corsa ‘umana’ tra i quattro rioni, una persona in groppa all’altra. Pare che abbia vinto il verde, ma c’è subito chi mette le mani avanti ed avverte che la partenza non era valida.

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