Tutti pazzi per i funghi ma attenti ad alcuni errori (ancora comuni): i consigli del micologo per non correre rischi
La stagione è iniziata e in tanti si avventurano nei boschi. Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’ispettorato micologico della Asl Toscana sud est: «Ogni anno intossicazioni, fate i controlli»
GROSSETO. Ci sono quelli che si affidano alle App scaricate sul cellulare per verificare di aver raccolto un fungo commestibile. Per poi magari ritrovarsi con un’intossicazione più o meno grave, perché l’intelligenza artificiale è più fallace di quella umana. Poi ci sono quelli che vanno a far funghi in autobus. E altri che entrano nella macchia come andassero in spiaggia. Chi regala funghi convinto di aver fatto un bel gesto, e poi scopre a posteriori che si trattava di specie tossiche. E chi si perde nei boschi dove s’è avventurato senza conoscerne gli anfratti. Com’è successo venerdì scorso nelle macchie di Torniella, frazione di Roccastrada, quando i vigili del fuoco sono stati attivati per cercare un uomo di 73 anni, originario della provincia di Prato, che si era perso mentre stava cercando i funghi. E non riusciva a trovare la strada per fare ritorno. Rintracciato nei pressi di un torrente, in evidente stato di difficoltà e presumibilmente stremato, l’uomo è stato prelevato con il verricello dall’equipaggio dell’elicottero “Drago 126”.
Insomma, è iniziata la stagione dei funghi, sempre più caratterizzata dall’invasione dei boschi da parte di fungaioli improvvisati, con grande scorno di quelli “professionali” e tanto di puntuali raccomandazioni per evitare di consumare quelli sbagliati, con rischi che nei casi più gravi possono comportare anche la perdita della funzionalità di alcuni organi, o addirittura la morte.
«La micologia – spiega Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’ispettorato micologico della Asl Toscana sud est – è una materia complessa e non si può essere superficiali. Ogni anno registriamo tante intossicazioni, le più tipiche delle quali causate dallo scambio fra specie commestibili e specie tossiche. Come le amanite muscarie scambiate per cucchi, l’entoloma sinuatum scambiato per gli ordinali, e ancora l’omphalotus coi giallarelli o galletti. Per non parlare dell’amanita pantherina e la phalloides». Gran parte delle intossicazioni, spiega, «sono reversibili e si auto risolvono, altre invece possono comportare ricoveri in rianimazione con l’esito di problemi permanenti. Come la perdita della funzionalità di reni o fegato, e nei casi più gravi la morte. Per questo è importante che venga contattato lo sportello di consulenza micologica aperto tutto l’anno su prenotazione (0564-485920), da lunedì a venerdì dalle 10 alle 12 a Villa Pizzetti. Servizio che a breve sarà ampliato negli orari».
Al di là del problema dell’accertamento preventivo della commestibilità per prevenire intossicazioni, l’altra grande questione che porta con sé la stagione dei funghi è il fenomeno dell’invasione dei boschi. «Ho avuto notizia – aggiunge Ginanneschi – di veri e propri assalti alla macchia: sull’Amiata si sono presentati addirittura con un autobus, mentre in un’altra zona delle nostre parti c’è stato praticamente un intasamento del traffico con macchine parcheggiate ovunque a bordo strada. E qualcuno che ha pensato di scoraggiare i fungaioli tagliando le gomme alle auto. Il bosco va rispettato, così come è importante non “arare” il sottobosco. E quando si entra nella macchia non si può fare indossando scarpe da ginnastica o ciabatte. Il rischio principale, oltre a perdere l’orientamento, è quello di imbattersi in sciami di calabroni, zecche o vipere».
Ad ogni modo, conclude Ginanneschi, «la cosa più importante è far controllare i funghi raccolti prima di consumarli o di regalarli».
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