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Prato

Il caso

Prato, la raccolta differenziata diventa indifferenziata: addetti sospesi, saranno licenziati

di Paolo Nencioni

	Un fotogramma del video girato dal residente di un condomino al Soccorso
Un fotogramma del video girato dal residente di un condomino al Soccorso

Due dipendenti di una cooperativa filmati mentre mescolano i rifiuti. Alia chiede spiegazioni e la coop avvia il procedimento disciplinare

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PRATO. Le immagini sono impietose. Si vede il furgone di una cooperativa che lavora per Alia alla raccolta differenziata dei rifiuti fermo nel piazzale di un condominio al Soccorso. Due addetti piazzano i cassonetti sul retro del mezzo, ma anziché differenziare buttano nel cassone il contenuto del cassonetto giallo (carta) e quello del cassonetto blu (plastica). Poi ripetono la stessa operazione mescolando il nero (indifferenziato) col marrone (organico). Pensavano di non essere visti, ma un condomino ha filmato tutto dalla sua finestra e quando il video è arrivato sui social ha fatto un certo e comprensibile scalpore. Centinaia di persone, tutti quelli che stanno attenti a non mescolare la carta con la plastica, gli scarti di cibo con i mozziconi di sigaretta, si sono ovviamente indignati.

Ora i due dipendenti della cooperativa stanno per pagare un prezzo molto alto per questa loro leggerezza. Alia ha chiesto spiegazioni alla cooperativa e il presidente ha risposto che i due dipendenti sono stati sospesi e che è stato avviato l’iter per licenziarli. Sono due dipendenti transitati nella cooperativa quando è cambiato l’appalto e ora stanno per perdere il posto.

Il video della raccolta differenziata che diventa indifferenziata è stato girato lo scorso 14 luglio da un residente in un condominio di via Marx e da questi poi inviato a Paola Taiti, presidente del Comitato di quartiere del Soccorso, che a sua volta lo ha girato al consigliere comunale Jonathan Targetti. «Sarebbe questa la raccolta differenziata tanto sbandierata da Alia-Plures? – ha commentato Targetti – porteremo questo fatto in consiglio comunale e chiederemo delucidazioni all’assessore competente».

Sulla vicenda interviene anche la rappresentante del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Angela Ponzecchi: «Al centro del problema ci sarebbe un mancato controllo da parte di Alia sull’operato degli addetti sul campo. Diverse testimonianze indicano infatti che, in alcuni casi, i rifiuti diversificati dai cittadini nei rispettivi cassonetti vengono versati all’interno di un unico camion contenitore. Chiediamo ai competenti uffici di verificare perché, laddove confermato, questo comportamento non solo danneggerebbe la filiera del riciclo, ma svilisce l’impegno civico di migliaia di famiglie che dedicano tempo e attenzione alla corretta differenziazione dei materiali. È fondamentale che l’impegno della cittadinanza venga tutelato attraverso una costante supervisione e un monitoraggio interno da parte dell’azienda. Si chiede pertanto ad Alia di prendere immediati provvedimenti e di verificare eventuali anomalie per evitare che tali episodi si verifichino in futuro. I cittadini hanno diritto a un servizio efficiente, trasparente e realmente orientato alla sostenibilità ambientale».

E, visto che si parla di rifiuti, c’è anche il tema delle isole ecologiche che sono fuori uso. «Le isole in centro sono da mesi fuori uso e mostrano ai cittadini uno spettacolo indecoroso con accatastamenti di immondizia di varia natura – insiste Ponzecchi – e la raccolta dei rifiuti porta a porta va a rilento ed è spesso accompagnata da scioperi come quello di giovedì scorso che aveva lasciato il centro storico disseminato di sacchi della raccolta della plastica fino alle 19 di sera proprio durante i “giovedi del centro” con doppio danno anche per negozianti, residenti e avventori».

Il coordinatore provinciale de Cinque Stelle Carmine Maioriello chiede infine chiarimenti sulle condizioni di lavoro dei dipendenti delle ditte che operano in appalto e sub appalto per Alia: «Il servizio ha avuto un abbassamento di qualità importante, non vogliamo che il tema del riciclo possa perdere di credito specialmente dopo anni di investimenti e politiche ambientali in merito». 

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