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Calcio: Serie C

Il Pontedera è in Serie D: ora qualcuno deve spiegare che fine fa il club dopo la retrocessione – La speranza riammissione

di Tommaso Silvi

	Il Pontedera è retrocesso in Serie D (Foto Stick)
Il Pontedera è retrocesso in Serie D (Foto Stick)

I granata salutano i professionisti dopo 14 campionati consecutivi: la nuova proprietà brasiliana ancora non si è presentata ufficialmente alla città

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PONTEDERA. Dopo 14 campionati consecutivi nei professionisti il Pontedera retrocede in Serie D. Il verdetto arriva nel pomeriggio di domenica 12 aprile, dopo la sconfitta 1-0 al Mannucci contro il Ravenna. Decide la rete di Da Pozzo nella ripresa. Era solo questione di tempo e di matematica. Da almeno un mese il campionato dei granata è sostanzialmente terminato. A due giornate dalla fine del torneo il Pontedera saluta la Serie C con un ruolino terribile: 3 vittorie, 11 pareggi e 20 sconfitte. Peggior difesa per distacco del campionato con 58 gol subiti. A questo si aggiunge un mercato invernale ai limiti della follia: 15 arrivi e 17 partenze. Sono tre invece gli allenatori cambiati nel corso della stagione: Leonardo Menichini, Simone Banchieri e Piero Braglia. Il girone di ritorno, poi, dopo la rivoluzione del calciomercato di gennaio, è stata una vera e propria catastrofe: 10 sconfitte e 6 pareggi. Nessuna vittoria.

Riammissione e attesa

Ora, nelle ultime due partite – Sambenedettese in trasferta e Livorno in casa all’ultima giornata – i granata devono provare a fare più punti possibile per sperare nella riammissione in C. Una carta che – come ha spiegato il sindaco Matteo Franconi nell’intervista rilasciata al Tirreno – la società e pronta a giocarsi. Già, la società. Da febbraio 2026 a capo del club c’è il fondo brasiliano Sportheca, che da quando è entrato in possesso del 95% delle quote attraverso la società Br Football creata in Italia  per concludere l’operazione, non si è mai ufficialmente presentato alla città e ai tifosi attraverso una conferenza stampa. Solo silenzi. Ora, forse, è arrivato il momento di metterci la faccia. Al di là dei capitali da investire, al di là delle disponibilità economiche dei nuovi soci – il sindaco ha assicurato che la solidità finanziaria non è un problema – ora la gente di Pontedera merita di vedere e ascoltare di persona chi ha deciso di prendere in mano 114 anni di storia del calcio cittadino.  Perché il sindaco ha rassicurato tutti ed è sicuramente una bella cosa per i tifosi e per la città. Ma non basta. Ora chi tiene i fili del Pontedera deve parlare e spiegare come andrà avanti il club. Non è una scelta. Ma un obbligo di trasparenza. Si può retrocedere, ci mancherebbe. Ma i tifosi vogliono sapere da subito cosa accadrà al Pontedera. E il silenzio che si respira negli uffici societari del Mannucci, per il momento, non è esattamente rassicurante.

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