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La “stretta” sulle piscine, le nuove norme dopo le tragedie: che cosa cambia e le misure degli impianti in Toscana

di Lorenzo Carducci
(foto di repertorio)
(foto di repertorio)

La corsa contro il tempo per gli agriturismi e le strutture ricettive per verificare il rispetto delle nuove norme. Ma i gestori avvertono: «Così i tempi sono insufficienti». Le voci degli addetti ai lavori della Valdera

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PONTEDERA. Piena di agriturismi e strutture ricettive con piscina, immerse spesso e volentieri nel verde delle colline, la Valdera è uno dei territori toscani dove l’emendamento al decreto Sport che rafforza la sicurezza nelle piscine – approvato in questi giorni dalla Camera dei deputati – è destinato ad avere maggiore impatto. Una stretta figlia degli incidenti mortali avvenuti negli ultimi mesi, con vittime soprattutto i bambini, trattenuti sott’acqua e annegati a causa dell’effetto ventosa di sistemi di ricircolo idrico e prese di aspirazione, dai bocchettoni alle griglie di fondo.

Le tragedie

L’ultimo caso è stato quello di Sestri Levante (Genova) , dove lo scorso venerdì una bambina di 11 anni è annegata dopo essere rimasta impigliata coi capelli nel bocchettone di una piscina. Tre mesi prima un episodio analogo a Suio Terme (Latina) , con vittima un bambino di 7 anni (Gabriele) , risucchiato da un bocchettone privo di griglia protettiva. I primi di aprile Matteo, 12 anni, è morto incastrato con una gamba nel sifone di aspirazione di una vasca idromassaggio di una struttura alberghiera a Pennabilli (Rimini).

E non mancano casi di tragedie sfiorate. Secondo i dati forniti di recente dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) , in Italia si contano 75 persone che, tra il 1 gennaio 2022 e al luglio 2026, hanno perso la vita nelle acque di una piscina, tra private, aperte al pubblico, parchi termali e strutture ricettive. Di queste, più della metà avevano meno di 12 anni. Una buona parte di queste tragedie, è dovuta proprio all’effetto ventosa.

Il provvedimento

Da qui il provvedimento approvato dalla Camera, che introduce una stretta su piscine pubbliche, private aperte al pubblico e a uso collettivo: bocchettoni, griglie e quant’altro dovranno garantire standard tali da impedire vortici e trappole pericolose. In caso di mancato adeguamento scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma. Se per le piscine pubbliche è istituito un fondo da quasi 5 milioni destinato a questi adeguamenti, quelle private a uso pubblico dovranno pensarci “da sole”, conformandosi a obblighi che nelle intenzioni del Governo dovrebbero entrare in vigore dal 1° agosto, anche se all’appello manca ancora l’approvazione del Senato. Pur condividendo il principio di sicurezza alla base della norma, proprietari e gestori della Valdera e della provincia di Pisa si trovano a fronteggiare un’incombenza non da poco, soprattutto per i tempi a disposizione. Perché se diverse “vasche” erano già state adeguate prima dell’obbligo, altre non erano ancora state sistemate, e in ogni caso chi ha fatto degli interventi deve comunque effettuare nuove verifiche.

Le associazioni di categoria

Confcommercio Pisa, voce in questo caso delle strutture ricettive, «condivide pienamente l’obiettivo di rafforzare la sicurezza degli impianti natatori dopo i tragici episodi che nelle ultime settimane hanno coinvolto bambini e famiglie. Allo stesso tempo richiama l’attenzione sulla necessità che le nuove disposizioni siano concretamente applicabili». A entrare ancora più nel merito è il direttore generale di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli. «La sicurezza viene prima di tutto e nessuno mette in discussione la necessità di prevenire incidenti gravissimi come quelli che hanno colpito il Paese – afferma – . Tuttavia, se davvero le nuove disposizioni dovessero diventare operative dal 1° agosto, i gestori avrebbero a disposizione pochissimi giorni per verificare la conformità degli impianti, reperire i componenti necessari, affidare i lavori a ditte specializzate ed eseguire gli interventi. Per molte strutture questi tempi non sono materialmente sufficienti».

Anche perché non tutti i lavori sono uguali. «Temo che in diversi casi – prosegue Pieragnoli – non si tratti semplicemente di sostituire un bocchettone. Occorrerà verificare l’intero sistema con operazioni che richiedono competenze tecniche e tempi che difficilmente saranno compatibili con un’entrata in vigore così ravvicinata. Attendiamo che il provvedimento completi il proprio iter parlamentare al Senato, e capiamone aspetti tecnici e tempistiche. Come associazione faremo sicuramente la nostra parte per aiutare i titolari a rispettare gli obblighi, possibilmente assicurando la continuità dell’attività di centinaia di piscine aperte al pubblico».

La vicenda normativa è monitorata anche da Coldiretti, in rappresentanza soprattutto di agriturismi-aziende agricole con piscina. In provincia di agriturismi ce ne sono 540, di cui circa la metà in Valdera, la maggior parte dotati di piscina. Mete che diverse famiglie preferiscono non di rado al mare, evitando il caos dei giorni festivi per godersi qualche ora nel verde, con la possibilità comunque di farsi un bagno rinfrescante e di mangiare in loco. Il giro di queste attività è tutt’altro che irrilevante, ma adesso per poter stare tranquilli si dovrà passare un esame sicurezza più severo.

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