Pisa, pedopornografia on line: 60enne indagato
La polizia ha eseguito un decreto di perquisizione a casa dell’uomo che in tribunale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Accertamenti sui materiali informatici trovati
PONTEDERA. Detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico su internet. Deve rispondere di pesanti accuse un sessantenne finito nei guai nel corso di una vasta indagine della direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo che coinvolge numerose persone residenti in più regioni. Tre giorni fa la polizia postale, su delega della Dda fiorentina, ha eseguito un decreto di perquisizione a casa di un sessantenne residente in un piccolo centro della Valdera.
Le indagini
Nell’abitazione dell’uomo, che si trova agli arresti domiciliari, sono stati trovati, stando a quanto è stato possibile apprendere, materiali e dispositivi collegabili al reato che gli viene contestato e che sarebbe stato commesso tramite social network e dispositivi informatici. Ieri mattina la misura è stata confermata dal giudice del tribunale di Pisa che ha poi rinviato al tribunale di Firenze, trattandosi di un’indagine svolta a livello distrettuale.
In tribunale
L’indagato, ieri mattina (15 maggio), si è avvalso della facoltà di non rispondere. Intanto il materiale che gli è stato sequestrato e che era in suo possesso sarà esaminato nel corso di ulteriori indagini. Un reato, quello dello sfruttamento sessuale di minori, che sempre più spesso finisce sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Sempre più frequenti sono le operazioni volte al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet.
L’indagine, anche in questo caso, è frutto di accertamenti condotti anche con gli specialisti del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online. Per individuare chi fa parte di questi ambienti vengono monitorati in maniera continuativa i canali di distribuzione del materiale illecito. Poi viene accertata la disponibilità del materiale dagli utenti su cui si concentra l’indagine per arrivare all’emissione dei decreti di perquisizione domiciliare, personale e informatica nei confronti degli indagati per detenzione e divulgazione di materiale illecito.
Ulteriori elementi sull’indagine che coinvolge anche la provincia di Pisa non sono ancora noti. Ma basta scorrere le cronache per rendersi conto che si tratta di un fenomeno diffuso. Spesso coinvolge persone che socialmente sono bene inserite.
La legge
La produzione di materiale pedopornografico è punita con una pena detentiva massima di almeno 3 anni. La Legge italiana considera e punisce qualsiasi comportamento riguardante il contenuto della cosiddetta “pornografia infantile”: produzione, detenzione, diffusione, commercio, pubblicità del materiale e – dal 2022 – accesso intenzionale a siti contenenti material Child Sexual Abuse Material intenzionalmente e senza giustificazione anche senza scaricare o salvare il materiale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
