Ponsacco, pediatra costretto alla pensione: Asl condannata a risarcirlo
Al dottor Marco Granchi l’Asl dovrà pagare oltre 200mila euro. Nonostante la volontà e la possibilità di continuare a lavorare, nel 2023 venne collocato a riposto “forzato”
PONSACCO. Nell’autunno di tre anni fa, costretto al “riposo”, lo aveva detto: «Non escludo un ricorso». Bene, quel ricorso il dottor Marco Granchi, storico pediatra di Ponsacco, non solo l’ha presentato: l’ha anche vinto, perlomeno in primo grado. E ora l’Asl Toscana Nord Ovest dovrà ripagarlo con una consistente cifra, in attesa della decisione di appello.
La voglia di continuare
La vicenda, che riguarda uno dei professionisti più conosciuti e stimati della Valdera, emerse nel settembre 2023 grazie a un messaggio che lo stesso Granchi aveva inviato alle famiglie dei suoi assistiti.
Il medico spiegava che alla fine di quel mese avrebbe dovuto interrompere (“mio malgrado”) la sua attività di pediatra convenzionato con il Sistema sanitario nazionale. E questo nonostante che avesse dato la propria disponibilità a rimanere in servizio per altri due anni.
Granchi, che fra le altre cose ha avuto sempre incarichi di responsabilità nell’ambito delle campagne vaccinali, sarebbe dovuto andare in pensione già nei primi mesi del 2023. Ma aveva avuto la possibilità, in base all’approvazione di un emendamento al decreto Milleproroghe, valido per i medici generali e i pediatri convenzionati, di spostare in avanti il limite di età pensionabile, fino ai 72 anni, oltre il precedente termine dei 70. Un’occasione per continuare a lavorare come pediatra e a rimanere un punto di riferimento, almeno fino a quando un altro pediatra non avesse aperto uno studio nello stesso territorio e avesse colmato la carenza di dottori segnalata nella zona di Ponsacco.
La decisione dell’Asl
A un certo punto, però, era arrivato un provvedimento dell’azienda sanitaria che revocava il suo trattenimento in servizio e lo collocava definitivamente a riposo. Una decisione che per il pediatra non era stata un fulmine a ciel sereno – «sapevo da tempo che questa era la strada tracciata», aveva commentato – ma che comunque l’aveva lasciato con l’amarezza di chi ritiene di aver subìto una decisione ingiusta e (dal proprio punto di vista) incomprensibile.
La battaglia legale
Lo scoramento, però, aveva presto lasciato il posto alla voglia di combattere. Granchi, infatti, aveva tenuto fede alla paventata possibilità di presentare un ricorso in serie civile e si era quindi rivolto al giudice del lavoro del Tribunale di Pisa, chiedendo il risarcimento dei danni subiti per inadempimento contrattuale. L’Asl si era costituita in giudizio e all’inizio di quest’anno il giudice ha emesso la sua sentenza, accogliendo il ricorso del dottor Granchi e condannando l’Asl a un risarcimento danni di oltre 200mila euro.
Una decisione che l’Asl proverà a ribaltare in appello, raggiungendo nel frattempo un accordo con gli avvocati della controparte per la liquidazione parziale di quanto dovuto, con l’impegno dei legali di Granchi a non dare esecuzione alla sentenza del Tribunale fino alla conclusione del processo di secondo grado.
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