TonyPitony, chi è il cantante più seguito (e discusso) d’Italia: i suoi primi fan toscani diventati grandi amici
Testi dissacranti e politicamente scorretti, un’identità mai rivelata: eppure in Toscana c’è chi lo conosce benissimo. Sono i giocatori della squadra di calcetto del Casottina Team che hanno anche recitato in alcuni videoclip dell’artista
È l’artista del momento, il nome che domina Spotify, il volto – anzi, la maschera – che ha firmato la sigla del FantaSanremo 2026 e che riempie i live di vip e curiosi. Ma per capire davvero il fenomeno TonyPitony, bisogna guardare verso la Toscana. Perché è qui, tra Pisa, Fucecchio e il Comprensorio del Cuoio, che il cantante più imprevedibile della scena italiana ha trovato una delle sue comunità più affezionate, un pezzo di immaginario e perfino un gruppo di amici diventati coprotagonisti del suo universo artistico.
Dal “no” a X Factor al successo travolgente
Oggi TonyPitony è un caso nazionale. Ma nel 2020, quando si presentò alle audizioni di X Factor Italia con la parrucca da Elvis e una versione surreale di Hallelujah, fu liquidato con tre “no” da Manuel Agnelli, Emma ed Hell Raton. L’unico a intuire qualcosa fu Mika, che lo definì «un professionale che si nasconde». A rivedere quel video oggi, con Tony in cima alle classifiche e un seguito enorme, sembra quasi una profezia mancata. Perché dietro la maschera c’è un musicista vero: siracusano classe 1996, anni di studio e di gavetta, perfino un passato da performer nei teatri del West End di Londra. Un professionista travestito da anarchico del pop. La sua musica è un mix di elettronica, jazz, disco, rap, teatralità e trash consapevole. I testi – da Culo a Mi piacciono le nere – sono volutamente scorretti, provocatori, costruiti per far discutere. Un’eredità che ricorda gli Skiantos e Elio, ma con un’estetica contemporanea che flirta con il fetish e l’antiproibizionismo. Tony non rilascia interviste, non racconta la sua vita privata, non spiega il personaggio. E proprio questo silenzio alimenta il mito.
Il legame con la Toscana: tutto parte da un video virale
Se TonyPitony è diventato un fenomeno nazionale, la Toscana ha avuto un ruolo sorprendente nella sua ascesa. E il merito è anche di un gruppo di ragazzi che, senza volerlo, sono diventati parte del suo immaginario: il Casottina Team, squadra di calcetto dei campi Aca di Fucecchio. Non una squadra qualunque, ma un gruppo di amici del Comprensorio del Cuoio – Staffoli, Santa Croce, San Miniato – che ha trasformato le proprie partite in un fenomeno social. Video ironici, zero pose, zero performance: solo calcetto giocato male e amicizia giocata benissimo. Su TikTok e Instagram hanno raccolto migliaia di follower, like da Pecco Bagnaia, commenti di Mario Balotelli. E tra i loro fan inattesi è spuntato proprio TonyPitony.
Dal primo messaggio al videoclip: come nasce una collaborazione
«Tutto è nato per caso, nel marzo 2025, quando lui aveva appena 4.000 follower», racconta a Gonews Manuele Dei, uno dei ragazzi del Casottina Team. «Ci fece i complimenti per un video. Da lì abbiamo iniziato a seguirlo, a scoprire la sua musica, e si è creato un rapporto di stima reciproca». Il legame cresce, i ragazzi assistono a un suo live in Toscana – con cameo incluso – e poi arriva la chiamata: Tony li vuole nel videoclip di Giovanni, uno dei suoi brani più virali. Quindici persone del gruppo partecipano alle riprese, tra comparse e supporto dietro le quinte. «Ci siamo trovati catapultati in un mondo nuovo, con influencer conosciuti e una produzione di alto livello. È stata un’esperienza incredibile», prosegue Dei.
Nel video compaiono anche creator come Christian Paparini e Giulio Rovereto (@iosonojules). E la collaborazione non si ferma lì: il 24 luglio, quando TonyPitony sarà in concerto a Pisa, il Casottina Team sarà ovviamente in prima fila.
Perché TonyPitony piace (anche) alla Toscana
Il legame tra l’artista e il territorio non è solo un episodio. C’è una sintonia profonda tra il suo modo di stare sulla scena e lo spirito goliardico, spontaneo, anti-performativo che caratterizza realtà come il Casottina Team. I ragazzi lo spiegano così: «La nostra forza è la spontaneità. Nei video non c’è nulla di preparato: siamo noi, che giochiamo male a calcetto e ci divertiamo». È lo stesso principio che regge TonyPitony: un caos controllato, un’ironia che smonta i codici, un gioco che diventa arte.
Un fenomeno culturale prima che musicale
TonyPitony divide, fa arrabbiare, scandalizza. Ma è impossibile ignorarlo. E la Toscana, con la sua comunità di fan, i cameo nei live, i ragazzi del Casottina Team diventati coprotagonisti del suo immaginario, è diventata una delle regioni dove il fenomeno è più vivo. Mentre i biancorossi di Fucecchio continuano la loro stagione – primi in campionato, in finale di Coppa, e con nuovi progetti social in arrivo – il loro legame con TonyPitony racconta qualcosa di più grande: come un artista fuori dagli schemi riesca a intercettare energie autentiche, lontane dai circuiti tradizionali, e a trasformarle in parte del proprio racconto. Un racconto che, oggi, passa anche da qui: dai campi di calcetto di Fucecchio ai palchi pieni di Pisa. E che fa della Toscana uno dei cuori pulsanti del fenomeno TonyPitony.
