Branco di cinque lupi vicino alle case: immortalati dalla fototrappola
La scena ripresa vicino al Tesorino fra il territorio di Montopoli e quello di Palaia: l’ennesimo caso sui predatori in questa zona
MONTOPOLI. Lupi, ancora, vicino alle case. E questa volta in branco. Sono infatti cinque gli esemplari, apparentemente in buona salute, che sono stati colti la notte scorsa da una fototrappola piazzata nelle vicinanze del Tesorino, fra Montopoli e Palaia.
I precedenti e le testimonianze
Una presenza che, nelle settimane scorse, era stata testimoniata da molte osservazioni di residenti in varie parti del comune di Montopoli, anche nelle aree vicine all’Arno. E a San Romano, a inizio di gennaio. A San Miniato gli avvistamenti di lupi sono sempre più frequenti. Se fino a qualche anno fa certe segnalazioni riguardavano le aree adiacenti al parco di San Rossore o del volterrano, adesso anche tutte le colline pisane e dell’entroterra, come la Valdegola, non sono esenti da questo genere di osservazioni. Se non addirittura di episodi di attacco a capi d’allevamento, che proprio a San Miniato in passato si sono intensificati.
Stavolta però siamo di fronte a un piccolo gruppo di cinque adulti, le cui “scorribande” sono state riprese in quella che, forse, era una caccia degli animali in corso d’opera. In una zona, vicino a La Serra e a Corazzano, dove peraltro già negli anni passati il lupo ha fatto sentire tutta la sua presenza, anche purtroppo.
Il dibattito
Questo innesca il solito dibattito su che genere di animali in realtà abbiamo di fronte: se lupi veri e propri, Canis lupus italicus, o se ibridazioni. Solo la genetica lo può dire. Differenza che può sembrare piccola quando siamo di fronte a un branco, ma che è sostanziale nel momento in cui un ente volesse in qualche modo monitorare il fenomeno o, addirittura, intervenire.
E c’è chi, in questi casi, si rivolge alla categoria dei cacciatori per avere una consulenza. «Eppure il mondo venatorio con il fenomeno lupi non ci incastra proprio niente. E va bene così – dice Piero Taddeini, fra le prime persone ad aver visionato i video e rappresentante di Libera caccia –. Il dibattito sul lupo in Italia è spesso inquinato da semplificazioni, slogan e accuse infondate. Una delle più diffuse è l’idea che i cacciatori “vogliono sparare al lupo” o che avrebbero un qualche interesse venatorio su questa specie. Il monitoraggio ed eventuale gestione della “questione lupi” è qualcosa che riguarda lo Stato, le Regioni, ed eventualmente i Comuni, in particolari casi in cui siano autori di ordinanze ad hoc. Parlando di lupi, e non di cani o ibridazioni che sono invece una questione comunale, sono una specie che recentemente è stata solo declassata, da particolarmente protetta a “solo” protetta. Sono in ballo legislazioni italiane ma soprattutto europee: direttiva Habitat 92/43/Cee, convenzione di Berna, legge nazionale 157/1992. Questo significa che la caccia al lupo è vietata, senza eccezioni. Non esiste alcuna forma di prelievo venatorio, né possibilità per i cacciatori di intervenire sulla specie. Eventuali abbattimenti mirati, autorizzati in specifici e rari casi previsti dalla legge, potrebbero peraltro essere fatti solo da guardie provinciali, forestali e operatori faunistici. Quindi non dal mondo venatorio».
