Ponsacco, bidella entra a scuola e muore a 61 anni: Anna e il malore fatale davanti ai “suoi” bambini
Tutto in pochi secondi al complesso dell’infanzia dell’Istituto comprensivo Marchese Lapo Niccolini: la collega ha provato a rianimarla ma non c’è stato niente da fare
PONSACCO. «Non mi sento bene». Appena entrata al lavoro, nella mattina di lunedì 12 gennaio nella scuola dell’infanzia “Camugliano” a Ponsacco – una delle sei materne dell’istituto comprensivo Marchese Lapo Niccolini, dove lavorava come collaboratrice scolastica – ha percepito subito un malessere. Sentiva caldo e le mancava il respiro, tanto da iniziare a togliersi alcuni vestiti. Alla collega che si stava preoccupando delle sue condizioni ha parlato di un forte dolore alle scapole, lei che aveva un problema cardiaco. Poi si è accasciata e di lì a pochi istanti il suo cuore ha smesso di battere. A pochi passi da quei bambini che tanto le facevano amare il suo lavoro. È morta così Anna Perrottelli, 61anni compiuti lo scorso 2 gennaio, originaria di San Michele di Serino (in provincia di Avellino) ma già da qualche anno residente a Pontedera, dove si era trasferita ottenendo l’incarico all’istituto comprensivo Pacinotti, prima di spostarsi al Niccolini di Ponsacco nel 2020. Lo stesso percorso, dall’Avellinese al Pisano, lo aveva già compiuto il fratello maggiore Giovanni, medico del 118 che lunedì 12 gennaio, non appena ha saputo dell’emergenza, si è precipitato nella sede della scuola in via Valdera-Capannoli. Stavolta però non come professionista ma come familiare, colpito da un dolore tremendo, la perdita della sorella a cui è sempre stato legato da un rapporto speciale e alla quale erano affezionatissime anche le sue figlie.
L’allarme
La chiamata dei soccorsi, da parte del personale della scuola, è partita non appena Anna Perrottelli ha manifestato i primi sintomi del malore per poi accasciarsi e perdere conoscenza. In attesa dell’arrivo dei sanitari, la collega che in quel momento si trovava con lei ha provato a rianimarla. Attimi di speranza vissuti col fiato sospeso dai presenti, una speranza che col passare dei minuti ha dovuto lasciare posto alla tragedia. Al loro arrivo, i soccorritori si sono subito adoperati per salvare la vita alla 61enne, ma non c’è stato più nulla da fare.
Il ricordo del fratello
«Ero al lavoro quando ho ricevuto la telefonava in cui sono stato avvertito che mia sorella si era sentita male. Il 118 ha fatto tutto il possibile ma purtroppo non c’è stato niente da fare» racconta il fratello Giovanni. «Anna per me è stata una grande sorella e una grandissima zia per le mie figlie – aggiunge poi con la voce rotta – Era una persona aperta e solare, le piaceva il suo lavoro perché viveva per i bambini».
