Il lutto
Morto a 16 anni, il rombo dei motori a Castellina per ricordare Bryan – Video
Gli amici in sella alle due ruote davanti alla chiesa, tra il silenzio e la commozione di parenti e compagni di scuola
SERRAVALLE PISTOIESE. Una decina di moto schierate a semicerchio sul piazzale, i caschi allacciati, il rumore pieno dei motori fatto salire all’unisono a riempire il silenzio della collina. Gli amici di Bryan Ioanna, morto in un incidente a 16 anni, hanno scelto il linguaggio che condividevano ogni giorno per rendergli omaggio questo pomeriggio (mercoledì 4 novembre), alle 16, nella piazza della chiesa di Castellina, la frazione di Serravalle Pistoiese dove il sedicenne viveva con la famiglia.
A pochi metri, sul ciglio della strada, c’erano i genitori con le ceneri del ragazzo, circondati da parenti, vicini di casa, compagni di scuola e conoscenti. Davanti al gruppo, fermo in un composto cordone, le moto hanno iniziato a sgasare con insistenza, rompendo la quiete del paese in un saluto collettivo fatto di passione comune e memoria. Quando i motori si sono spenti, è rimasto soltanto il raccoglimento delle decine di persone raccolte sotto il campanile.
Il momento di oggi ha fatto seguito all’ultimo saluto di sabato scorso presso la cappella mortuaria della Croce Verde di Sant’Agostino, a Pistoia. In quella circostanza la famiglia aveva scelto una cerimonia all’insegna del riserbo, con fiori bianchi attorno alla bara e la presenza discreta di quanti avevano voluto testimoniare vicinanza alla madre Sabrina, al padre Daniele e al fratello Michael, lasciando a ciascuno la libertà di ricordare Bryan nel modo più spontaneo.
Il sedicenne frequentava l’istituto professionale Einaudi di Pistoia, dove nei giorni immediatamente successivi alla tragedia studenti, docenti e dirigenza scolastica si erano già riuniti davanti ai cancelli, esponendo striscioni e osservando minuti di silenzio in memoria del loro compagno.
L’incidente era avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 26 ottobre a Spazzavento, lungo la via Lucchese. Bryan stava rientrando a casa dopo le lezioni quando, poco dopo le 14, la sua moto si era scontrata con un furgoncino che procedeva nel senso opposto di marcia. I soccorsi immediati e il trasporto d’urgenza verso l’ospedale San Jacopo si erano rivelati vani: le ferite riportate si sono rivelate fatali durante il tragitto.
A Castellina, nel piazzale della chiesa di paese, quel rombo prolungato è risuonato come l’abbraccio più autentico dei suoi coetanei: un saluto terreno prima del congedo definitivo, affidato alla voce dei motori e alla presenza silenziosa della sua comunità.
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