Il lutto
Firenze, morte del fotografo Gianluca Moggi: aperta un’inchiesta
Aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. La Procura vuole accertare se sia stato un malfunzionamento dell’auto a causare il decesso del 68enne
FIRENZE. Secondo una prima ricostruzione, il Suv era parcheggiato su una strada in forte pendenza, a pochi passi da casa. È da quel tratto di via della Grillaia, sulle colline di Marignolle, sul versante delle Bagnese, che la procura di Firenze riparte per capire come sia morto Gianluca Moggi, 68 anni, il fotoreporter della Nazione travolto lunedì 2 novembre dalla propria auto mentre tornava a casa.
I magistrati hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Vogliono ricostruire come si sia mossa la vettura e verificare se abbia avuto un guasto.
Nel tardo pomeriggio è stata la moglie a trovare il corpo e a dare l'allarme. Sono arrivati i sanitari del 118, i vigili del fuoco e la polizia municipale, ma i tentativi di rianimarlo sono stati inutili. La prima ipotesi era che Moggi fosse sceso dal mezzo senza tirare il freno a mano e che il Suv si fosse mosso lungo il pendio. È una ricostruzione ancora da verificare. Gli accertamenti dovranno chiarire il movimento dell'auto, l'eventuale presenza di guasti e la sequenza che ha portato il fotografo sotto le ruote.
Intanto il suo nome è tornato a circolare anche in via del Parione, nel centro storico di Firenze, dove gli ultimi residenti di una volta ricordano la famiglia Moggi e l'attività commerciale che aveva gestito lì per generazioni. Fuori da quel quartiere c’era una città da attraversare ogni giorno con la macchina fotografica. Per decenni ha lavorato per la Nazione e l'agenzia New Press Photo, seguendo il calcio storico, la Fiorentina, il Maggio Musicale anche nelle tournée all’estero, i processi fiorentini e i fatti di cronaca nera. Dalla vicenda del Mostro di Firenze al naufragio della Concordia.
Nel 2024 aveva ricevuto il premio Umberto Chirici per uno scatto di Pietro Pacciani che faceva le corna durante il processo. Sul suo profilo aveva raccolto anche gli scatti di un reportage sui clochard, le persone che vivono in strada e che incontrava attraverso il suo lavoro. E c'è una foto che lo mostra in Egitto, poco lontano dalle Piramidi. La macchina fotografica se la portava anche in vacanza.
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